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 Atena

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Cadaverica95
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MessaggioOggetto: Atena   Mer Lug 22, 2009 10:22 pm

Atena fu la dea delle arti femminili del tessere, del filare, del cucinare, ed anche dea della guerra che, però, a differenza di Ares non ebbe un carattere violento ed aggressivo. A differenza degli altri dei, la dea Atena nacque senza madre, infatti, lei venne al mondo uscendo dalla testa di Zeus. Prima di Sposarsi con Hera, Zeus ebbe diverse mogli tra cui Temi, Mnemosine e Meti. Meti era la signora della prudenza, e quando era ancora la moglie di Zeus, gli annunciò di aspettare un figlio, lui rallegratosi della buona notizia andò dalla madre Rea per condividere la gioia con lei. Rea gli profetizzò che Meti avrebbe avuto una figlia, ma se avesse avuto un altro figlio, questo l’avrebbe spodestato proprio come lui fece con Crono. Zeus terrorizzato dalla notizia profetizzata dalla madre, decise, di sacrificare l’amore di Meti e, un giorno, mentre i due stavano riposando, egli aprì la bocca e la inghiottì. Nessuno seppe quale fine capitò a Meti, ma Zeus dopo un po’ di tempo iniziò ad avvertire forti mal di testa e mentre passeggiava lungo le rive di un fiume, il dolore si fece più acuto. Dall’Olimpo, scesero tutti gli dei ed Ermes, che era astuto, indovinò subito l’origine del male, quindi prendendo una lama affilata fece una piccola fenditura nel cranio di Zeus, dove, da questa, uscì Atena. Essa fu venerata come protettrice della città d’Atene alla quale assegnò il nome, e dove fu anche nominata Atena degli ulivi perché, fu proprio quest’albero che la dea fece crescere attorno alle mura di cinta della città.

Da: http://web.tiscali.it/mitologia/Atena.htm
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Midnight
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MessaggioOggetto: Re: Atena   Sab Lug 25, 2009 1:19 am

vorrei fare un piccolo appunto. Atena rappresenta uno di quegli archetipi che descrivono il passaggio da un'epoca a un'altra, ovvero il momento in cui le concezioni spirituali basate sul femminino sacro perdono importanza davanti all'avanzare di concezioni di stampo patriarcale. la femminilità di Atena è infatti una femminilità controllata, quasi addomesticata, in contrapposizione col femminile spontaneo e "primitivo" delle divinità femminili arcaiche. non è un caso che il suo culto abbia preso forma solida nel momento in cui in grecia si veniva affermando la pòlis: la città-stato greca è il simbolo per eccellenza dell'organizzazione, della moderazione, della razionalità, dell'ordine che riusciva a trionfare sul caos. e non è un caso che le donne in grecia avessero un ruolo secondario in quasi tutti gli aspetti della vita: il femminino era visto come troppo istintivo e incontrollabile per poter essere tollerato nella perfezione statica della pòlis.
come riportato da Cadaverica, questa dea nasce dalla testa di suo padre Zeus, negazione primaria della capacità unicamente femminile di dare la vita; è dea della guerra, ma non del furore naturale della battaglia, piuttosto delle ragioni razionali che la originano; è protettrice di un'arte femminile come la tessitura, che però è "scienza" esatta ed ordinata; è anche divinità della saggezza e della sapienza, che però non sono innate nè nascono dall'istinto, ma si acquisiscono solo tramite lo studio ed il pensiero ordinato che nasce dalla società e dall'ordine che essa stessa ha creato.
se qualcuno ricorda il mito di Medusa, leggendolo in maniera allegorica possiamo vedere come la gorgone sia la rappresentazione della natura femminile primordiale, istintiva, spontanea. se ricordate, il mito racconta che Poseidone, invaghitosi di Medusa, la portò una notte al tempio di Atena e lì i due consumarono il loro amore; la dea allora per vendicarsi tramutò i capelli di lei in serpenti e fece sì che chiunque le guardasse gli occhi venisse tramutato in pietra. non si tratta solo dell'orgoglio oltraggiato di una dea che vede profanato il proprio luogo di culto, ma piuttosto dell'orrore provato di fronte all'ostentazione (concretizzatasi nell'atto sessuale) di quella natura femminile che Atena non solo non comprendeva, ma osteggiava con tutte le sue forze. per questo Medusa è "mostro", perchè ha seguito il suo istinto di donna, la sua passione, cosa di cui Atena è priva.
la stessa verginità da lei mantenuta è diversa da quella di Artemide: mentre quest'ultima è la personificazione di uno dei tre aspetti del femminino sacro, quello della dea-fanciulla non ancora conscia della sua femminilità, ad ogni 'livello' di femminilità Atena rinuncia del tutto, cristallizzandosi quasi in un ruolo "asessuato". questo per far notare come nel corso del tempo la percezione dell'istintualità (specialmente femminile) sia mutato, e come una dea alla quale le donne si votavano, invece di esprimere la vera essenza del femminino, fosse in realtà frutto ed espressione di quella mentalità maschilista che regnò sempre in grecia, arrivando addirittura a legittimarla.

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