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 Luna di Giugno

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g0rka
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MessaggioOggetto: Luna di Giugno   Gio Giu 04, 2009 6:32 pm



E ora chiedete a voi stessi:
" Come distinguerò ciò che è buono nel piacere, da ciò che non è buono?"
Andate per i campi e nei giardini, e imparerete che il piacere dell'ape
è nel raccogliere il miele dal fiore,
Ma che anche il piacere del fiore è nel concedere all'ape il proprio miele.
Perché un fiore per l'ape è una fonte di vita,
E l'ape per il fiore un messaggero d'amore,
E a tutti e due, ape e fiore, dare e ricevere piacere è un bisogno e un'estasi.

Gibran Khalil Gibran


Nota come Luna del Miele, Luna dell'Idromele, Luna Rosa, Luna dei Cavalli, Luna del Sole, Luna di Litha, Luna Fragola, Luna del Fiore o dei Fiori, Luna delle Rose,
Aerra Litha (prima di Litha) o Luna di Litha, Luna del prato, Luna delle Bacche mature, Luna del loto, Luna ventosa, Luna del Bufalo, Luna della tartaruga, Fare Luna grassa, Luna del tempo caldo,Luna dell'Anguria, Luna verde dei Cereali, Luna di Mead, Luna del Fieno.



Spiriti di Natura: silfidi, zeffiretti
Piante: scutellaria, olmaria, verbena, tanaceto, gramigna officinale, prezzemolo, muschio
Colori: arancione, verde dorato
Fiori: lavanda, orchidea, millefoglie
Profumi: mughetto, lavanda
Pietre: topazio, agata, alessandrite, fluorite
Alberi: quercia
Animali: scimmia, farfalla, rana, rospo, pavone
Divinità: Aine of Knockaine, Iside, Neith, Uomo della Foresta, Cerridwen, Bendis, Ishtar



La luna di Giugno è una luna allegra, espansiva, aperta ai cambiamenti.
Hermes-Mercurio, il fanciullo dio alato governatore del segno, ci invita a muoverci, a fare nuove conoscenze, a stare all’aperto il più possibile, a viaggiare e a dare più spazio a quella spensieratezza e spontanea giocosità che possono rendere la vita tanto più piacevole e leggera.
Il tutto in sintonia con la stagione e con i ritmi della natura, che in questa fase dell’anno è all’apice della sua fase espansiva: le ore di luce continuano a crescere, regalandoci giornate lunghissime in cui godere del dolce tepore della tarda primavera.
L'apparizione del volto pieno e tondo di questa Luna annuncia la fine della fertilità e l'inizio della nuova vita. Le arnie si riempiono di miele; gli animali partoriscono e gli uccelli escono dal guscio; le farfalle e le cicale prendono il volo, lasciando dietro di se i bozzoli a ricordare ciò che sono state. Tutta la Natura ferve di attività. E' il tempo della dedizione, del nutrimento e della trasformazione.
L’aria è corposa, calda e profuma di fiori, mentre le farfalle dalle ali variopinte volteggiano tra i petali…. e così anche i nostri pensieri si fanno leggeri, a tratti mutevoli e fantasiosi, e già volano ai luoghi delle nostre vacanze.
In campagna l'erba nei prati è già alta, i cereali sono vicini alla maturazione, mentre i giardini ancora in fiore hanno già molti frutti pronti per essere raccolti.
E' una fase di cambiamento che precede il cambio di stagione, per cui tutto è in evoluzione, nella natura come dentro di noi.
Infatti il 21 giugno, solstizio d’estate, ci lasciamo alle spalle la primavera per accogliere una nuova, calda Estate.
Questa luna segna un periodo di metamorfosi anche per noi. Un momento in cui reinventare la vita, cambiare la realtà individuale, e realizzare noi stessi. Ma prima di fare questo, spesso dobbiamo modificare la percezione che abbiamo della vita e osservarla con uno sguardo nuovo. Per fortuna non è difficile come sembra. Con tutta la Natura in uno stato di trasformazione, è facile per noi adeguarci.


Il 21 giugno, solstizio d’estate, ci lasciamo alle spalle la primavera per accogliere una nuova, calda Estate.
Celebriamo Litha, festa di mezz'estate (per il calendario celtico che fa iniziare la stagione con Beltane), festa del Sole per tutte le tradizioni, che hanno da sempre attribuito a questo giorno una particolare valenza, anche magica.
Questo è il momento in cui la luce solare, all'apice delle sua fase crescente, dà luogo al giorno più lungo dell'anno, e la notte più breve.. prima di invertire la tendenza.
Un ruolo particolare giocano le erbe. Sin dai tempi antichi si usava infatti nella notte di san Giovanni raccogliere piante aromatiche
da bruciare sui falò solstiziali.
E' credenza che moltissime piante raccolte in quest'epoca abbiano poteri quasi miracolosi, e le nove erbe solstiziali che si usava bruciare sui falò solstiziali sono Ruta, Verbena, Vischio, Lavanda, Timo, Finocchio, Piantaggine, Artemisia e l’erba di San Giovanni per eccellenza, cioè l’Iperico.
Quest'erba del buonumore di color giallo-sole, cui si attribuisce il potere di antidepressivo naturale, ha sempre goduto di grandissima considerazione.
Si riteneva infatti che, se raccolta a mezzogiorno del solstizio d'estate, fosse capace di guarire molte malattie, mentre le sue radici raccolte a mezzanotte avevano una valenza protettiva. Hypericon dal greco significa infatti proteggere e per questa ragione è bene appenderne un ramo alla porta di ingresso.
Litha in quanto trionfo della luce è una festa solare, ma poichè coincide con il passaggio dell'astro dorato nel segno del Cancro, è anche una festa lunare.
Fuoco ed acqua si utilizzano per onorare il Dio e la Dea in questo magico momento in cui si passano lo scettro, poichè dal solstizio d'estate in avanti la luce inizia a decrescere mentre la notte diventa impercettibilmente già più lunga.
L'acqua solstiziale per eccellenza è la rugiada, o "guazza di San Giovanni", cui si attribuiscono doni miracolosi, come far ricrescere i capelli, ringiovanire la pelle o propiziare la fertilità. Non era raro che molte giovani donne si bagnassero nude nei prati con la magica rugiada la notte di San Giovanni.
E’ questo un buon tempo anche per le divinazioni e le magie domestiche, i piccoli e grandi riti protettivi legati all'elemento fuoco e all’energia del sole.


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MessaggioOggetto: Re: Luna di Giugno   Gio Giu 04, 2009 6:32 pm

IPERICO:



Al genere Hypericum appartengono alcune specie ornamentali ma la varietà più nota per le sue proprietà officinali è l'Iperico (Hypericum perforatum) detto anche erba di San Giovanni, Cacciadiavoli, Pilatro, Millebuchi, Erba dell´olio rosso, Erba trona...

È una pianta erbacea che può raggiungere i 130 cm, glabra, con fusto eretto percorso da due striscie longitudinali in rilievo. È ben riconoscibile anche quando non è in fioritura perché le foglioline, che in controluce appaiono bucherellate (da cui il nome perforatum), in realtà sono ricoperte da piccole vescichette oleose.
Le foglie sono opposte oblunghe. I fiori giallo oro macchiettati di nero (questi puntini se sfregati, tingono le dita di rosso) ai margini hanno cinque petali delicati e possiedono molti stami. Sono riuniti in pannocchie che raggiungono la fioritura massima verso il 24 giugno (ricorrenza di San Giovanni), da cui il nome popolare.

L'Iperico è posto sotto il dominio sia del Sole sia di Marte.
Il nome della pianta deriva dal greco e significa "contro i fantasmi": questo perché si credeva che l'erba respingesse gli spiriti maligni, i quali non potevano sopportarne l'odore. Ecco il perchè del nome popolare, "Cacciadiavoli"... e non deve stupire che fosse usata nei cerimoniali di esorcismo.

Con l'avvento del Cristianesimo, la pianta fu dedicata a san Giovanni Battista, ritenendo che l'olio dal colore purpureo che l'Iperico genera dai fiori e dalle foglie fosse il sangue del Santo.
Su questa pianta e sul Battista sono "fiorite" diverse leggende: una spiega il perchè dei puntini neri sui petali e dei forellini sulle foglie: i primi rappresenterebbero il sangue versato da San Giovanni Battista decapitato, i secondi le lacrime sparse da chi assistette alla scena.
Un'altra leggenda racconta che sia stato Satana, stizzito, a provocarli quando un rigagnolo del sangue di San Giovanni Battista appena decapitato aveva impedito alle legioni dei suoi adepti di irrompere sulla terra.
Ancora un'altra leggenda si collega a quanto riportato nella Bibbia: il Battista si nutriva di locuste e di miele selvatico e la leggenda dice che la pianta su cui gli insetti si posavano fosse proprio quella dell'Iperico.

La fama di Cacciadiavoli diffuse la credenza che dove cresceva non si potessero svolgere i sabbah delle streghe e che le streghe non possano nuocere a chi ne indossi un mazzolino.

Possiede proprietà divinatorie: dal modo in cui cresce è possibile prevedere se il futuro sarà buono o no.
Nel Medioevo, la notte della vigilia di san Giovanni (quella in cui tradizionalmente va raccolta la pianta), era costume dormire con un mazzolino d'Iperico sotto il cuscino, nella convinzione che, così facendo, il santo apparisse in sogno e proteggesse il dormiente dalla morte per un anno intero.
L'Iperico può essere portato come amuleto o appeso sopra gli stipiti delle porte o nelle stalle (in modo da scongiurare le fatture contro il bestiame).
Tenere dei rametti di Iperico fioriti sotto il materasso (specialmente dei bambini) protegge dal malocchio.
Metterne dei mazzi nel sottotetto protegge le abitazioni dai fulmini.

Quando si raccoglie l'Iperico, si scelga una pianta per ciascun membro della famiglia e poi la si appenda in casa: se una pianta non riusce a sbocciare, il membro della famiglia per cui è stata raccolta presto si ammalerà e morirà.
Se si raccoglie l'Iperico restando rigorosamente nudi, i rametti acquisiscono doti da utilizzare negli incantesimi per la fertilità.

Sempre durante la suddetta vigilia di San Giovanni, si usava danzare intorno ai falò indossavando coroncine di Iperico e, danzando, si lanciavano rametti della pianta per propiziare un raccolto abbondante e allontanare dal proprio bestiame malefici e malattie.
Ma chi voleva vedere le Streghe pronte a raggiungere il Noce (Signore, siete avvisate) doveva nascondersi nei pressi di un crocicchio indossando un mazzolino di Iperico a contatto con la pelle, una forca di legno di fico appoggiata sotto il mento ed i piedi immersi in un catino d'acqua; a mezzanotte in punto avrebbe potuto assistere al corteo delle Streghe in volo verso i luoghi della Tregenda.
Non viene riportato il numero delle streghe cadute dalle proprie scope per il troppo ridere dopo aver visto certe strane presenze ai crocicchi.

Sembra che i cavalieri medioevali fossero ammessi alle giostre soltanto dopo aver giurato di non indossare mazzetti di Iperico sotto l'armatura, poichè il potere magico della pianta li avrebbe protetti a scapito della loro effettiva bravura.
Mi è stato riferito che durante l'ultima Guerra alcuni soldati spalmassero l'olio di Iperico sulle canne dei fucili per assicurarsi una buona mira.

MIELE:



[le api] sole hanno i figli in comune, case congiunte
a formare una città; vivono sotto leggi magnanime
e sole riconoscono una patria e sicuri Penati;
pensose dell'inverno che incombe, faticano d'estate
e mettono in comune il frutto della loro ricerca.
Infatti alcune sono preposte al vitto, e secondo un patto,
faticano nei campi: parte, nel chiuso della loro dimora...
altre conducono fuori i figli cresciuti,
speranza della stirpe; altre stipano purissimo
miele, e colmano le celle di limpido nettare.
Ad alcune tocca in sorte la vigilanza davanti alle porte
e a vicenda scrutano le acque e le nubi del cielo,
o ricevono il carico dalle venienti, o strette in schiera,
ricacciano dalle mangiatoie i fuchi, ignavo armento [...]
ognuna col suo compito [...]
a tutte un unico riposo, a tutte un'unica fatica.

Virgilio


Il miele nettare considerato prezioso come l’ambrosia degli dei, richiama ai sensi, dolce e soave alla memoria, rugiada del cielo, antico come le tracce della terra.
Rievocano il miele parole come "melos", cioè "canto, danza, musica"; ma anche lo stesso vello d'oro degli Argonauti, le dolci Ninfe e le Naiadi che il grande poeta greco Callimaco ha posto nel divino mondo animistico della tradizione popolare greca.

La parola Miele la troviamo nel latino "mel-mellis", nel greco "meli-melitos" e nei vocaboli dell'area albanese e celtica; ma soprattutto nella lingua accadica come "melu, mellu, wellu" che derivato dal verbo "elelu", secondo la legge linguistica semita - che fa derivare sostantivi e aggettivi dal verbo - mette una "m" prima del verbo dal quale deriva... "Elelu" significa "essere puro, liberato dalle scorie".

La presenza di un 'ape in una stanza è annunciatrice di buone notizie.
"Ape" è una parola antichissima, per molto tempo ritenuta senza etimologia e considerata quindi di origine sconosciuta.
Numerosi oggetti di culto recuperati dagli archeologi dimostrano che l'ape era venerata in tutta la Grecia antica. Le caste d'api erano associate ai culti di fertilità: le Melisse, sacerdotesse della Grande Madre, avevano l'ape come simbolo. In greco "Melitta, melissa" significa "ape".

La Dea Madre, conosciuta anche come "Ape Regina", veniva celebrata a primavera con riferimento all'annuale rinnovarsi della natura.
L'ape simboleggiava anche l'eloquenza umana ed il potere che essa può esercitare: una leggenda narra che uno sciame d'api depose sulle labbra di Platone un favo.

Al miele furono associati numerosi miti, tra i quali quello secondo cui sulla tomba del famoso medico greco Ippocrate progenitore della medicina occidentale, nidificarono le api, producendo un miele miracoloso. Ippocrate, in vita, utilizzava il miele come unguento prediletto, mescolato all’acqua e all’aceto, per curare differenti affezioni.
Si narra che Democrito sia giunto alla rispettabile età di 109 anni facendosi in vita rispettoso della sua prescrizione: "Miele all'interno ed olio all'esterno".

Una delle prime testimonianze dell’uso del miele viene da graffiti rupestri che risalgono al 6000 a.C.
L’uomo neolitico, pare, allevava api anche se il merito di un’apicoltura perfezionata va agli Egizi che scoprirono l’utilità del miele nelle imbalsamazioni.

Gli antichi riconoscevano al miele grezzo proprietà che poi la scienza avrebbe confermato: antisettiche, fortificanti, calmanti.
Nel mondo greco-romano erano noti gli effetti cicatrizzanti, tonificanti e la sua utilità nelle affezioni intestinali e auricolari.
L’origine della parola Miele sembra risalire ad epoche antichissime , e lo troviamo anche tra gli ittiti popolo orientale.
I Sumeri ci hanno tramandato ricette a base di miele: creme di bellezza fatte con l’argilla, acqua miele ed olio di cedro.

Il miele viene profumato da sostanze aromatiche date dai fiori, per cui, secondo la predominanza dell'una o dell'altra specie di fiori nelle vicinanze dell'alveare, le api producono vari tipi di miele.
È interessante sapere che l’ape bottinatrice colei che cerca e raccoglie nettare dai fiori, informa le compagne dei siti più succulenti compiendo una specie di rito, una vera e propria danza circolare.
In diverse stagioni, a seconda dei luoghi e delle colture, si ottengono qualità diverse:
miele di prato, di bosco, di brughiera, di monte, di acacia, di tiglio, di lavanda, di rododendro, di rosmarino…

Molte sono le ricette che si tramandano, dagli albori, e che hanno come ingrediente essenziale il miele: ricette golose e aromatiche per la cucina, ricette di bellezza (maschere per il viso e per le mani, capelli, bagni rilassanti e nutrienti per l’epidermide).

Sono inoltre molti rimedi efficaci naturali a base di miele, utilizzati per la cura di mal di gola, febbre, ascessi, insonnia e piccole ferite. Si conosce il miele come elemento dall’alto potere cicatrizzante e antisettico.
Il miele di tiglio ha un buon odore aromatico, ed è un buon dolcificante per le tisane, ha ottime qualità soporifere, ideale per i bambini, per chi è soggetto a nervosismo, e per alleviare i disturbi femminili.
Il miele di castagno è scuro e denso, e dal sapore amarognolo. Ottimo caricatore di energie per le persone anziane e gli inappetenti, per l’alto contenuto di sali minerali che vi sono presenti.
Il miele di edera ambrato e delicato nel sapore è un ottimo rimedio per curare le cistiti, in quanto favorisce la diuresi e l’eliminazione delle scorie.
Il miele di acacia con il suo colore trasparente, la sua forte carica dolce e delicata è il miele più indicato da utilizzare in cucina in quanto non altera il gusto delle pietanze, non intorpidisce le bevande (come dolcificante per le tisane per il te ed ottimo per il caffé) Questo miele è un buon tonico, e “rafforza gli intenti”. È il miele più adatto ai bambini, per le affezioni che contraggono nella stagione fredda (raffreddore, mal di gola, tosse) e è utile a coadiuvare la guarigione da infiammazioni intestinali.

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MessaggioOggetto: Re: Luna di Giugno   Gio Giu 04, 2009 6:54 pm

SUGGERIMENTI PER FESTEGGIARE LA LUNA DEL MIELE:

Indossate abiti con le sfumature del giallo e dell'ambra per festeggiare la raccolta del miele
Usate candele gialle e arancioni e bruciate l'incenso per il Rituale della Luna Piena. In alternativa bruciate incenso puro o mirra.
Decorate l'altare con fiori, denti di leone e altri doni della Natura che parlano di metamorfosi. Gusci di cicala, bozzoli di farfalla, le uova schiuse degli uccelli, piume: sono tutte ottime idee.
Per il banchetto servite biscotti al limone e tè dolcificato con il miele
Costruite la "scaletta delle streghe" con piume di uccello (trovate a terra) per richiamare la buona sorte per i prossimi dodici mesi. Intrecciate tra loro due nastri lunghi un metro ciascuno di colore rosso, bianco e nero. Sulla treccia così formata, annoderete nuove piume di diverso colore a intervalli regolari. Magnetizzate ogni piuma di una qualità, mentre l'annodate. Per esempio, mentre annodate una piuma verde per richiamare prosperità, potreste recitare dei versi simili a questi:

Soldi, soldi a me venite
Che le mie preghiere siano esaudite.


Continuate ad annodare le piume e magnetizzarle finchè non avete finito. Poi legate tra loro le estremità alla treccia formando un fiocco, quindi mettete la scaletta tra le candele dell'altare recitando:

Anello di piume, treccia di tre
Che la fortuna sia con me.


Lasciate la scaletta sull'altare finchè le candele non saranno completamente consumate, poi appendetela in un punto della casa dove passi inosservata.

Se non sapete cosa fare della vostra vita, dedicate un pò di tempo alla meditazione. Prima di iniziare, chiedete che vi sia data l'ispirazione divina recitando qualcosa di simile:

Splendete Signora della Luna
Illumina il mio cammino
Mostrami il mio destino
Indicami le scelte che libera mi renderanno
Da questa vita di affanno
Madre ascolta le mie preghiere
Ti prego aiutami a vedere.


Fate un incantesimo di trasformazione personale usando parte delle decorazioni dell'altare. Riempite parte di una borsina di tela con gusci d'uova, piume, bozzoli e così via, insieme ad una ciocca dei vostri capelli. Mettete la borsina davanti alle candele dell'altare pronunciando queste parole:

Doni della Natura che tutto trasformate
La mia anima spronate
Che io trovi il coraggio di creare una nuova vita
Di imprimere alla mia realtà una trasformazione
Di rinnovare la mia percezione, di avere nuova ispirazione
Questo vi chiedo di fare
Senza tardare.


Lasciate la borsina sull'altare finchè le candele non si sono consumate completamente, poi portatela con voi.

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MessaggioOggetto: Re: Luna di Giugno   Gio Giu 04, 2009 7:08 pm

LUNE CELTICHE:

I celti attribuivano alle lunazioni dei nomi strettamente collegati ai loro animali di potere o, come diremmo oggi, animali- totem.



Luna del cavallo:

Il cavallo ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nella cultura celtica e mangiarne le carni o fargli del male era considerato tabù. Nel Mabinog di Branwen, quando il crudele Efnissien osò tagliare le palpebre, le labbra e le code dei cavalli del re irlandese in visita, fece scoppiare una guerra sanguinosa. La collina del Cavallo Bianco nel Wiltshire, su cui spicca una meravigliosa sagoma equina tracciata con il gesso, è da tempo una delle più note immagini di potere.

Oltre ad essere forte e veloce, il cavallo conosce perfettamente le vie che conducono all'Altro Mondo, caratteristiche che ne fanno una guida valida e fedele.
Sul cavallo leggi anche la dea celtica Epona.

Tratto e adattato da "Sciamanesimo celtico" di John Matthews



RICETTE PER LA LUNA DEL MIELE:

Ricetta contro il mal di testa
Tisana all'iperico
Vino aromatico al rosmarino
Ricetta dell'idromeleGelato alla lavanda



FONTI :

Il Cetchio della Luna
Il calderone magico
L'arte della Magia - Dorothy Morrison

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