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 Verbena

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g0rka
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Femminile Numero di messaggi : 2013
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MessaggioOggetto: Verbena   Lun Giu 02, 2008 2:46 pm





La Verbena, è conosciuta anche con il nome di erba sacra, appartiene alla famiglia delle Verbenacee. E' una pianta molto comune, infestante che può raggiungere i 50-60 cm di altezza. Fusto eretto, quasi privo di foglie, fiori piccoli, raccolti a pannocchia, molto profumati, variano dal lilla al rosa e a volte sono anche bianchi. Cresce spontanea in tutta Italia tra i ruderi, nei prati, nei boschi e lungo le strade di campagna. Fiorisce in primavera fino all'autunno, e vengono utilizzati i fiori e le foglie sia freschi che essiccati .
Associata al pianeta Venere e all'elemento Terra.
La Verbena, ha proprietà digestive, combatte l'acidità e la pesantezza di stomaco; in impacchi sulle mani, cura nevralgie, mal di testa e vertigini.

La Verbena, in Grecia veniva chiamata col nome di erba botanè, che significa appunto *erba sacra*, ma veniva anche chiamata lacrime di Iside. Veniva usata dagli ambasciatori in forma di ghirlanda, con cui cingevano la testa, prima di presentarsi per portare un messaggio, certi che con l'aiuto di questa pianta sarebbero stati accolti bene. La polvere dei fiori veniva sparsa sugli altari sacri a Zeus, durante le cerimonie al Dio dedicate.

I Romani la chiamavano Sangue di Mercurio, perché rendeva saggi gli uomini che ne facevano uso. Coloro che avevano l'incarico di prendere decisioni importanti durante le guerre, portavano corone di Verbena, in modo da deliberare saggiamente se iniziare a combattere oppure no. I Romani erano convinti che la Verbena rendesse forti e curasse le ferite mortali, anche per questo la dedicarono ad Ercole. Negli altari dedicati a Giove, veniva bruciata della Verbena per purificarli, e venivano preparate delle fascine di questa erba per spazzarli.

I Celti la chiamavano Ferfaen ed era venerata quasi quanto il vischio. I Bardi la portavano indosso o la mettevano sotto il cuscino, perché portasse loro l'ispirazione per le loro ballate. Le figlie dei Druidi, venivano incoronate con la Verbena, come segno del rango conseguito. I Druidi la usavano per lavare gli altari, come infuso insieme alla menta, per celebrare i riti o per divinare. Ancora oggi in Francia la Verbena è conosciuta come Erba della seconda vista, si crede infatti che faccia entrare in uno stato di estasi e dia la possibilità di entrare in contatto con i mondi superiori.

Per i medici erboristi del medioevo, era una panacea contro tutti i malanni, veniva bruciata per strada e nelle case, per disinfettarli in caso di epidemie. Ancora oggi l'infuso di Verbena viene usato per purificare oggetti e altari.

Usi e proprietà
Nella tradizione popolare, il giorno migliore per raccogliere la Verbena è il solstizio d'estate o la notte del 24 Giugno, giorno di San Giovanni o Notte delle Streghe.
La Verbena viene usata per purificare, ambienti e strumenti. I fiori erano una componente fondamentale per i rituali d'amore, in quanto questa erba è associata dalla tradizione a Venere/Afrodite.
Alcune foglie portate indosso, favoriscono la serenità e la pace interiore, agisce sulla volontà allontanando malinconia e angoscia.
Per dormire sonni tranquilli, la si mette vicino al letto o si può bere un infuso di Verbena prima di coricarsi.
Viene usata nei riti di prosperità e denaro; se seppellita in giardino, ci sarà ricchezza in casa.
Veniva messa nelle culle dei bambini per farli crescere con un carattere saggio e forte e con amore per lo studio.
Nei fiori di Bach, prende il nome di Vervain, utile nei casi di eccesso di zelo, iperattività stressante, fino all'esaurimento delle proprie forze.



Fonti:
"Enciclopedia delle Piante Magiche" - Scott Cunningham - Mursia Edizioni
"Il Grande Libro delle Piante Magiche" - Laura Rangoni - Xenia Edizioni
"I Giardini Incantati - Le piante e la Magia Lunare" - Devon Scott - Venexia Edizioni


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g0rka
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MessaggioOggetto: Re: Verbena   Mer Giu 11, 2008 1:11 pm

NOMI COMUNI : Erba Sacra, Erba Crocetta, Erba Colombina, Erba turca, barbegna, coj dij prà, erba de S.Gioan, clumbeina, crous, purecella, erba della milza, birbina, virminaca, crebena.
E una buona galattogena - agisce sul sistema endocrino e sulla funzione ormonale grazie alla sua abilità di stimolare la secrezione lattea nelle puerpere - in tutte le donne invece regola la produzione naturale di ormoni.
Altre caratteristiche e proprietà:
* tonica - agisce su tutto l'organismo rinvigorendolo e rafforzando tutti gli organi
* antinevralgica - utile per alleviare dolori nevralgici e mestruali
* emmenagoga - stimola il flusso mestruale se scarso
* diaforetica - agisce sul fegato e sui sistemi di disintossicazione grazie alla sua abilità di aumentare la perspirazione, e stimolare la fuoriuscita delle tossine attraverso la pelle. Usato anche per assistere il sistema immunitario grazie alla sua capacità di scacciare la febbre.
* diuretica e depurativa del fegato e della milza
* febbrifuga - agisce sul sistema immunitario per la sua capacità di scacciare la febbre
* antiinfiammatoria - agisce sul sistema immunitario grazie alla sua abilità nel contrastare le infiammazioni
* antireumatica - agisce sul sistema immunitario alleviando e prevenendo i dolori reumatici
* espettorante - agisce sul sistema imunitario grazie alla sua capacità di facilitare la rimozione delle secrezioni della membrana mucosa bronco-polmonare e causare l'espulsione di muco dal tratto respiratorio. Il tè caldo, preso spesso, è raccomandato per febbri e raffreddori, soprattuto per decongestionare la gola e il torace.
* vermifuga - agisce sul sistema immunitario grazie alla sua abilità di causare l'espulsione di vermi intestinali
* vulneraria - agisce sul sistema immunitario grazie alla sua abilità di guarire e curare le ferite
* tranquillante naturale - utile nell'ansia, nell'insonnia e nella tensione nervosa anche quando, questi disturbi, sono associati a stress.
* antispasmodica - agisce sul sistema nervoso grazie alla sua abilità di prevenire o alleviare gli spasmi muscolari
* astringente - agisce sul sistema endocrino e ormonale grazie alla sua abilità di causare la contrazione dei tessuti
Non usare in gravidanza.
Storia e curiosità:
La Verbena, pianta sacra agli antichi romani, non va confusa con la gradevole Cedrina, detta anche Verbena odorosa.
La verbena non viene utilizzata per usi culinari e gastronomici, perchè il gusto non si adatta in cucina. In cosmesi, invece, l'infuso può essere usato come decongestionante degli occhi. Alla verbena un tempo erano attribuite proprietà magiche. Essa veniva colta nella notte di San Giovanni (24 giugno). Ciò si spiega, forse, con il fatto che questa festa ha sostituito il solstizio di estate (22 giugno), giorno in cui il sole raggiunge l'apice suscitando un momento di alta suggestione.
La verbena era usata da varie tribù di Indiani Americani per curare febbri, raffreddori, tosse e catarro. I Cherokee la usavano anche come un rimedio per problemi intestinali, diarrea e dissenteria. La verbena è stata usata anche come analgesico per l'otite e i dolori dopo parto ed è uno sbloccante per le mestruazioni.
Il nome Verbena deriva dal Celtico ferfaen, da fer (scacciare via) e faen (pietra), poiché la pianta era molto usata per curare problemi della vescica, soprattutto calcoli. Un'altra origine del nome è indicata da alcuni autori da Herba veneris, per le qualità afrodisiache attribuitele dagli antichi. I sacerdoti la usavano per sacrifici, da cui il nome Herba Sacra. Il nome Verbena era il nome classico romano per 'piante d'altare' in generale, e per questa specie in particolare. I druidi la aggiungevano alla loro acqua lustrale, e maghi e stregoni la usavano ampiamente. Era adoperata per vari riti e incantesimi, e dagli ambasciatori per concludere alleanze. Macinata, era indossata intorno al collo come talismano contro mal di testa, a anche contro morsi di serpente e altri animali velenosi, e come portafortuna in generale. Si riteneva benefica per la vista. Tutte queste sue virtù sono probabilmente derivate dalla leggenda della sua scoperta sul monte del Calvario, dove fu usata per cicatrizzare le ferite del Salvatore crocefisso. Perciò, viene benedetta con un rituale commemorativo quando si raccoglie.

2) VERBENA
La Verbena o Andropogron citratus,appartiene a quella categoria di erbe che entrano in qualsiasi ricetta magica per attirare l'amore.
Combatte efficacemente l'impotenza e la frigidità grazie alle sue proprietà curative in tutte le forme di distonie neurovegetative in quanto é un regolatore del sistema vago-simpatico. Funziona assai bene sulle persone che hanno degli squilibri emotivi derivanti da una imperfetta circolazione energetica,
che la colloca nella categoria degli ipocondriaci. Queste persone vanno soggette ad improvvisi sbalzi di umore derivanti da un calo delle energie fisiche e ne traggono motivo di sconforto anche sul piano emotivo e psichico.
La Verbena combatte efficacemente proprio queste manifestazioni, che a volte rasentano la nevrastenia, e induce nell'individuo una sensazione di serenità, di ottimismo e di maggiore disponibilità verso la vita.
La sua preparione é semplice:
Mettere a macerare in un litro di vino bianco una manciata di fiori di verbena sminuzzati. Lasciare depositare per 8/10 giorni, scuotendo sovente la bottiglia. Filtrare e bere a bicchierini dopo i pasti principali.
Anche sotto forma di essenza,la Verbena costitusce un ottimo veicolo di attrazione e di fascino. Infatti il suo profumo é estremamente gradevole, rasserenante e accattivante. Chi profuma di Verbena sprigiona un forte magnetismo che suscita simpatia e interesse a prima.

Famiglia
Verbenacee

Descrizione
Pianta perenne che raggiunge circa 1 m di altezza, con lunghi steli quadrangolari e piccoli fiori lilla che crescono in spighe terminali. E’ di sapore amaro.

Dove si trova
Frequente lungo le strade e i terreni incolti in tutta Europa. Acclimatata nel continente americano.

Le parti utilizzate
La pianta fiorita, il più possibile fresca.

Quando si raccoglie
Le sommità fiorite si raccolgono in luglio-agosto, all’inizio della fioritura, recidendo la pianta a 10-20 centimetri dai fiori più bassi.

Come si conserva
Le sommità, riunite in mazzi, si appendono a seccare all’ombra in luogo aerato; si conservano in sacchi di carta o tela.

PREPARAZIONE E USO
Proprietà


diuretiche, depurative, antireumatiche,
febbrifughe, antinfiammatorie,
antinevralgiche, risolventi

La verbena contiene verbenalina, un glucoside che agisce sul sistema nervoso vegetativo, special-mente sul parasimpatico, provocando un’azione sedativa, antispastica, analgesica, digestiva e antinfiammatoria. Inoltre contiene tannino e mucillagine che al rendono astringente ed emolliente. Pertanto le sue applicazioni sono utili nei casi di:

1.Emicranie: per la sua azione antispastica sul sistema arterioso la verbena impedisce l’insorgere del mal di testa o perlomeno ne diminuisce l’intensità. Il trattamento di queste affezioni è molto difficile e i migliori risultati si ottengono associando la verbena ad altre piante. La verbena è priva dei numerosi effetti secondari dei farmaci.

2.Dolori reumatici, nevralgie, sciatica: si utilizza sia per via interna con infusi o decotti sia per applicazioni esterne con impacchi o cataplasmi.

3.Disturbi digestivi: la sua azione è eupeptica, cioè facilita la digestione. Grazie alle sue proprietà astringenti si può assumere in caso di diarrea o coliche intestinali.

4.Affezioni del fegato: favorisce la secrezione della bile (azione coleretica), di conseguenza è utile nei casi di epatopatie (affezioni del fegato). Il suo effetto antispastico risulta utile anche in caso di calcoli biliari.

5.Colica renale: poiché è leggermente diuretica si somministra per calmare i dolori e favorire l’eliminazione dei calcoli. Per la stessa ragione si prescrive nel trattamento dell’obesità e della cellulite.

6.Affezioni della gola: particolarmente consigliata per le varie affezioni delle vie respiratorie, come faringiti, angine tonsillari e laringiti, e in generale per le infiammazioni della gola. Si usa mediante gargarismi o cataplasmi e anche sotto forma di infuso.

7.Sinusite: la verbena è indicata anche nel trattamento di questa fastidiosa affezione per la sua azione antinfiammatoria e astringente.
Si assume sia per via orale sia tramite inalazioni e si utilizza con impacchi caldi da applicare sul viso.

Utilizzare la pianta fresca, poiché il suo principio attivo, verbanalina, si degrada progressivamente con l’essiccazione.

METODI E DOSAGGI

USO INTERNO
Per emicranie, dolori reumatici, nevralgie, sciatica, coliche renali, affezioni della gola sinusite.
Infuso – 15-20 g per 1 litro d’acqua. Bere 3 o 4 tazze al giorno.
Decotto – 20 g per 1 litro per 10 minuti. Stessa posologia dell'infuso.

USO ESTERNO
Per le affezioni della gola.
Gargarismi – lo stesso infuso o decotto raccomandato per uso interno, ma più concentrato (40-50 g per 1 litro).

Per la sinusite.
Inalazioni – si effettuano respirando direttamente i vapori di un decotto di verbena caldo.

Dolori reumatici, nevralgie, sciatica e sinusite.
Impacchi caldi - si realizzano con l’infuso o il decotto concentrato e si applicano sulle zone doloranti.

Dolori reumatici, nevralgie, sciatica e le affezioni della gola. Cataplasmi – si eseguono con la pianta bollita o cotta in padella (soffritta), e avvolta in una tela di cotone.
3. FAMIGLIA : Verbenaceae
NOMI COMUNI : Erba turca, barbegna, coj dij prà erba de S.Gioan, clumbeina, crous, purecella, erba della milza, birbina, virminaca, crebena.
LA DROGA : Le sommità fiorite.
QUANDO SI RACCOGLIE : Le sommità fiorite si raccolgono in luglio - agosto, all' inizio della fioritura, recidendo la pianta a
10 - 20 centimetri dai fiori più bassi.
PROPRIETÀ : Diuretiche, depurative, antireumatiche, febbrifughe, antiinfiammatorie, antinevralgiche, risolventi.
PRINCIPI ATTIVI : I glucosidi verbenaloside e verbenina, principi amari.
COME SI USA LA DROGA
La Verbena, pianta sacra agli antichi romani, non va confusa con la gradevole Cedrina, detta anche Verbena odorosa.
Le proprietà riconosciute alle sommità fiorite della Verbena spaziano in un campo abbastanza vasto: la tradizione popolare ne sfrutta il sapore nettamente amaro per stimolare l' appetito e favorire la digestione, le attribuisce virtù diuretiche e depurative del fegato e della milza, la ritiene utile per eliminare i calcoli, scacciare la febbre, alleviare i dolori reumatici. La Verbena non è tollerata dall' organismo come la Cedrina, per cui conviene limitarne l' uso a tisane coadiuvanti e blandamente depurative.
L' impiego esterno della Verbena è forse più valido e sicuro. I decotti vengono impiegati per detergere piaghe e ferite, per fare gargarismi che purificano la bocca, tonificano le gengive e tolgono l' infiammazione delle tonsille. I cataplasmi fatti con le sommità fiorite mitigano i dolori nevralgici e quelli delle articolazioni. Si applicano sulle contusioni per far regredire il gonfiore e i travasi di liquidi.
USO INTERNO
Le sommità fiorite : Come digestivo e depurativo.
Infuso (tisana) : 1 - 2 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazzine.
Tintura vinosa : 5 grammi in 100 ml di vino bianco (a macero per 5 giorni). Un bicchierino ai pasti (con cautela).
USO ESTERNO
Le sommità fiorite : Per purificare e tonificare bocca e gola.
Infuso : 5 grammi in 100 ml di acqua. Fare sciacqui e gargarismi.
Le sommità fiorite : Per contusioni, dolori nevralgici e articolari.
Polpa : Applicare sulle parti dolenti.

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Con delizia banchettiamo di coloro che vorrebbero assoggettarci... e non è tanto per dire! "
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