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 IL MESSAGGIO DEGLI HAU DE NO SAU NEE AL MONDO OCCIDENTALE

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g0rka
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Femminile Numero di messaggi : 2013
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Titoletto Personale : g0rka the trickster
Data d'iscrizione : 09.12.07

MessaggioOggetto: IL MESSAGGIO DEGLI HAU DE NO SAU NEE AL MONDO OCCIDENTALE   Ven Gen 16, 2009 8:32 pm

Gli Hau de no sau nee, o Confederazione lrochese delle Sei Nazioni, sono su questa terra dall'inizio della memoria umana. La nostra cultura è tra le più antiche che ancora esistano nel mondo:Noi ricordiamo ancora i primi atti del comportamento umano. Noi ricordiamo le istruzioni originarie dei Creatori della Vita a questo luogo che noi chiamiamo Etenoha, Madre Terra. Noi siamo i guardiani spirituali di questo luogo. Noi siamo gli Ongwhehonwhe, il Vero Popolo.
Al principio ci è stato detto che gli esseri umani che camminano sulla terra sono stati dotati di tutto ciò che è loro necessario per vivere. Abbiamo imparato ad amarci gli uni con gli altri, ad avere un grande rispetto per tutti gli esseri della terra.
Ci è stato mostrato che la nostra vita esiste grazie alla vita degli alberi, che il nostro benessere dipende dalla vita vegeta, le, che noi siamo i parenti più prossimi degli esseri a quattro zampe.
Secondo noi la coscienza spirituale è la forma più compiuta della politica. La nostra politica è un modo di vita.
Noi pensiamo che tutto ciò che vive sia dovuto ad esseri spirituali. Gli spiriti possono esprimersi sotto forma di energia tradotta in materia. Un filo d’erba è una forma di energia espressa in materia: la materia-erba. Lo spirito dell’erba è questa forza invisibile che produce le diverse specie dell’erba, ed essa si manifesta a noi sotto forma dell’erba reale. Tutte le cose del mondo sono cose reali, materiali. La Creazione è un fenomeno vero e materiale ed essa si manifesta a noi attraverso la realtà.
L’universo spirituale, allora, si manifesta all’uomo sotto la forma della Creazione, la Creazione che sorregge la vita. Noi pensiamo che l'uomo sta un essere reale, una parte della Creazione, e che suo dovere sia di mantenere la vita in unione con gli altri esseri. E’ per questo che noi chiamiamo Ongwhehonwhe -il Vero Popolo -.
Le istruzioni originarie ci raccomandano, per noi che camminiamo sulla terra, di avere un grande rispetto, una grande affezione e gratitudine verso tutti gli spiriti che creano e mantengono la vita.
Noi salutiamo ed esprimiamo la nostra riconoscenza alle numerose cose che mantengono la nostra vita: il granturco, i fagioli, le farine, il vento, il sole. Allorquando le genti cessano di rispettare e di esprimere la loro gratitudine per tutte queste cose, allora tutta la vita comincia ad essere distrutta, e la vita umana su questo pianeta -arriva alla sua fine.
Le nostre radici sono profonde nella terra dove viviamo. Noi nutriamo un grande amore per il nostro paese, perché il luogo della nostra nascita è là. Il suolo è pieno delle ossa di migliaia dei nostri antenati, ciascuno di noi fu creato su queste terre, ed è nostro dovere aver ne grande cura, poiché da queste terre scaturiranno le future generazioni degli Ongwhehonwhe. Noi proseguiamo il nostro cammino con grande rispetto perché la terra è un luogo estremamente sacro.
Noi siamo un popolo che non chiede nulla ai Creatori della Vita ma, al contrario, li ringraziamo e siamo riconoscenti del fatto che tutte le forze della vita siano permanentemente al lavoro. Noi comprendiamo profondamente la nostra relazione con tutte le cose viventi.
A tutt’oggi, i territori che ci restano sono coperti di alberi, pieni di animali e di tutti gli altri doni della Creazione. In questo luogo, riceviamo ancora il nutrimento dalla nostra Madre Terra. Noi abbiamo sottolineato che tutti i popoli della terra non mostrano lo stesso rispetto per questo mondo e gli esseri che esso reca.
Il popolo indoeuropeo, che ha colonizzato le nostre terra, ha mostrato assai poco rispetto per le cose che creano e mantengono la vita. Noi pensiamo che questi popoli hanno cessato di rispettare il mondo già da molto tempo. Migliaia di anni fa tutti i popoli del mondo credevano nella stessa maniera di vivere, quella dell’armonia con l'universo. Tutti vivevano in accordo con la natura. All'incirca diecimila anni orsono, dei popoli che parlavano le lingue indoeuropee vivevano in una regione conosciuta attualmente col nome di Steppa Russa. In questa epoca, essi erano popoli naturali che vivevano della terra. Essi avevano sviluppato l'agricoltura e si dice che avessero cominciato ad addomesticare gli animali. Si ignora se essi furono il primo popolo al mondo ad usare tale pratica. I nomadi che vivevano di caccia e di raccolta in queste regioni acquistarono probabilmente degli animali dai popoli agricoltori, ed adottarono allora un'economia basata sull'allevamento degli animali.
L’allevamento e 1a recinzione degli animali segnarono un’alterazione profonda nella relazione tra gli umani e le altre forme di vita. Questa fu una delle vere rivoluzioni della storia umana.
Prima dell'allevamento gli esseri umani dipendevano dalla natura per ciò che riguarda la riproduzione del mondo animale. Dopo la comparsa dell’allevamento gli umani assunsero le funzioni che erano sempre state proprie degli spiriti degli animali.

Qualche tempo dopo questo avvenimento, la storia registra le prime manifestazioni dell'organizzazione sociale chiamata patriarcato.


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Con delizia banchettiamo di coloro che vorrebbero assoggettarci... e non è tanto per dire! "
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MessaggioOggetto: Re: IL MESSAGGIO DEGLI HAU DE NO SAU NEE AL MONDO OCCIDENTALE   Ven Gen 16, 2009 8:32 pm

La regione compresa fra il Tigri e l'Eufrate costituiva anticamente il territorio di diversi popoli aventi in comune la lingua semita. Il popolo semita fu tra i primi a sviluppare le tecniche di irrigazione. Questo sviluppo condusse alla costruzione delle prime città.
La manipolazione delle acque, altra forma di vita spirituale, fu una nuova occasione per l'uomo di sviluppare una tecnica che rimpiazzasse una delle funzioni della natura. All'interno di queste culture si elaborò un'organizzazione sociale gerarchizzata.
Queste antiche civiltà generarono l'imperialismo, in parte a causa della natura stessa delle città. Le città sono evidentemente una concentrazione di popolazione. Benché assai importanti esse sono di natura tale che devono importare dalle regioni vicine i beni primari necessari ad una tale concentrazione. Questo significa che il Mondo Naturale deve essere assoggettato, svuotato del suo contenuto e sfruttato nell'interesse della città. Per organizzare questo processo il il mondo semita sviluppò, ben presto, dei codici di leggi.

Essi svilupparono ugualmente l'idea del monoteismo per servire da modello spirituale alla loro organizzazione materiale e politica.

Una buona parte della storia antica racconta delle lotte tra i popoli indoeuropei e semiti.
Durante molti millenni, le due culture si affrontarono e si amalgamarono. Nel corso del secondo millennio a.C., alcuni indoeuropei, particolarmente i Greci, adottarono la pratica di costruire delle città, e cosi cominciò il processo che essi denominarono "Civilizzazione." Le due culture svilupparono delle tecniche particolari al loro tipo di civiltà.

l Semiti inventarono il forno che permise la fabbricazione delle stoviglie per il commercio e per lo stoccaggio del surplus.
Questi primi forni divennero delle fucine che potevano produrre un calore sufficiente a fondere i metalli, in particolare il rame, lo stagno ed il bronzo. Gli lndoeuropei si ingegnarono a fondere il ferro.
Roma fu l'ereditiera di queste due culture e divenne il luogo ove si verificò l'amalgama finale. Roma è anche il vero luogo di nascita del Cristianesimo.

Il processo che ha portato alla cultura dell’occidente è storicamente e linguisticamente una cultura semita/indoeuropea, chiamata comunemente tradizione giudeo-cristiana.

Il Cristianesimo era un elemento assolutamente essenziale allo sviluppo di questi tipi di tecnologie. Il Cristianesimo proclamava un dio unico. Fu una religione che si impose escludendo tutte le altre credenze. I popoli della foresta europea credevano agli spiriti delle foreste, dell'acqua, delle colline e della terra; il Cristianesimo attaccò queste credenze despiritualizzando con ciò il mondo europeo. I popoli cristiani, che possedevano un armamento superiore ed un bisogno di espansione, furono capaci di sottomettere militarmente i popoli tribali d'Europa.
La scoperta del ferro condusse allo sviluppo di utensili capaci di abbattere le foreste, originando così il carbone di legna al fine di fabbricare sempre più strumenti. Le nuove terre disboscate furono in seguito arate grazie alla scoperta dell'aratro di ferro, che fu dapprima tirato da cavalli. Con questa tecnica un numero ristretto di persone poteva lavorare molta terra mentre tutti gli altri furono deportati per diventare dei soldati o dei contadini senza terra.
L'estensione di questo processo annunciò l'epoca feudale e rese possibile lo sviluppo di nuove città e l'accrescimento del commercio. Ciò significò anche l'inizio della fine per la foresta europea, benché questa distruzione si sia compiuta in un tempo assai lungo.
Lo sviluppo delle città e lo sviluppo simultaneo degli Stati europei crearono uno slancio espansionistico ed una ricerca di nuovi territori che spinsero degli uomini come Colombo ad attraversare l'Atlantico. Il perfezionamento del vascello a vela e delle tecniche di navigazione resero inevitabile la "scoperta" dell' America da parte degli europei.

Le Americhe offrirono agli europei un nuovo e vasto campo di espansione e di sfruttamento materiale. All'inizio le Americhe fornirono delle materie prime ed anche dei prodotti finiti, permettendo lo sviluppo dell'economia mondiale che era basata sulle tecnologie indoeuropee. La civilizzazione indoeuropea ha una storia basata sulla crescita, ma che crolla nel momento in cui le sue tecnologie raggiungono i loro limiti culturali e naturali: il Mondo Naturale non è infinito e tutt'ora costituisce una sorta di contraddizione interna all'espansione occidentale.
Gli europei attaccarono ogni aspetto dell’America del Nord con uno zelo incomparabile. I popoli nativi furono implacabilmente distrutti poiché essi erano un elemento non assimilabile dalla civilizzazione occidentale. Le foreste fornirono materiali per delle costruzioni sempre più grandi, la terra era intatta e fertile, in grado di dare nuove riserve agricole e certe regioni furono delle fonti di schiavi per i conquistatori. Quando giunse la rivoluzione industriale, a metà del XIX secolo, l'America del Nord era già in testa nello sviluppo delle tecniche di estrazione.
Nel nord-est le foreste non furono rase al suolo per lasciare il posto a terre agricole, ma furono distrutte per produrre del carbone di legna per le forge e le fonderie. Verso il 1890 l'occidente era orientato verso il carbone, combustibile fossile, per fornire l'energia necessaria a tutti i nuovi tipi di macchine che erano nati.

Durante la prima metà del XX secolo il petrolio rimpiazzò il carbone come fonte di energia. La cultura occidentale è stata atrocemente "sfruttatrice" e distruttrice per il mondo naturale. Più di 140 specie di uccelli e di animali furono totalmente distrutte, principalmente perché esse erano inutilizzabili agli occhi degli invasori. Le foreste furono livellate, le acque contaminate, ed il popolo nativo sottoposto al genocidio.
Le grandi mandrie di erbivori furono ridotte a pochi esemplari, il bisonte fu avviato all'estinzione.
La tecnologia occidentale, ed il popolo che vi si richiamava, sono stati in tutta la storia dell'umanità le forze più distruttrici che si possono immaginare. Nessun disastro naturale è stato altrettanto distruttivo. Neppure l'epoca della glaciazione ha comportato altrettante vittime. Ma come le foreste, il carbone ed il petrolio sono anch'essi delle risorse limitate mentre la seconda metà del XX secolo si avvicinava, gli occidentali hanno cominciato a cercare altre fonti di energia per dare una nuova spinta alla loro tecnologia. l loro occhi si sono fermati sull'energia atomica, una forma di produzione di energia i cui sotto prodotti sono le sostanze più nocive che l'uomo abbia mai conosciuto.

Oggi la specie umana è posta di fronte alla questione della sopravvivenza della specie stessa. Il modo di vita conosciuto col nome di civiltà occidentale è su un cammino di morte sul quale la sua cultura non ha risposte vitali da dare.
Messi di fronte alla realtà della loro stessa distruzione, essi non possono che andare ancor più lontano verso una distruzione totale. L'apparizione del plutonio su questo pianeta è il segno più chiaro che la nostra specie è in pericolo. E' un segnale che la maggior parte degli occidentali ha deciso di ignorare.
L’aria è inquinata, le acque contaminate, gli alberi muoiono e gli animali spariscono. Noi pensiamo che gli stessi sistemi climatici cambino. I nostri antichi insegnamenti ci anticiparono che se l’uomo interferisce con le leggi naturali tutto ciò si avvererà fatalmente. Quando l'ultimo soffio del modo di vita naturale sarà estinto, tutta la speranza della sopravvivenza umana se ne andrà con lui. E il nostro modo di vita sparisce rapidamente, vittima del processo di distruzione. Le altre dichiarazioni degli Hau de no sau nee esprimono la nostra analisi sull'oppressione giuridica ed economica.

Ma il nostro messaggio essenziale al mondo è fondamentalmente un appello alla presa di coscienza. La distruzione delle culture dei popoli nativi appartiene allo stesso processo che ha distrutto e distrugge ancora la vita su questo pianeta. Le tecnologie ed i sistemi di organizzazione sociale che hanno distrutto la vita animale e vegetale stanno distruggendo anche la vita dei popoli naturali.
Questo processo è la civiltà occidentale.
Noi sappiamo che ci sono molte persone nel mondo che possono comprendere rapidamente l’intenzione del nostro messaggio. Ma l'esperienza ci ha insegnato che ce ne sono poche che vogliono cercare una soluzione per cambiare realmente le cose. Ma se deve esserci un avvenire per gli esseri viventi su questo pianeta, noi dobbiamo cominciare a cercare le vie del cambiamento.

Il processo di colonizzazione e di imperialismo che ha colpito gli Hau de no sau nee non è che un microcosmo del processo che ha colpito il mondo. Il sistema delle riserve impiegato contro il nostro popolo è un microcosmo del sistema di sfruttamento utilizzato contro il mondo intero.
Dai tempi di Marco Polo l’occidente ha raffinato i suoi metodi, i quali hanno snaturato i popoli della terra.
La maggior parte del mondo non trova le sue radici nella cultura o nelle tradizioni occidentali. La maggior parte del mondo ha le sue radici nel mondo naturale, ed è il mondo naturale, con le sue tradizioni, che deve prevalere se vogliamo sviluppare delle società veramente libere ed egualitarie. E' necessario, attualmente, cominciare un'analisi critica della storia dell'occidente, ricercando le forme attuali delle condizioni di sfruttamento ed oppressione subite dall'umanità.
Nello stesso tempo in cui noi cominceremo a comprendere questo processo, dovremo reinterpretare questa storia per il popolo del mondo.
E' il popolo occidentale, alla fine dei conti, il più oppresso e sfruttato.
Esso è schiacciato da secoli di razzismo, di sessismo e di ignoranza che hanno reso se stesso insensibile alla vera natura della propria vita. Noi dobbiamo rimettere in discussione continuamente ed accuratamente ogni modello, ogni programma, ogni metodo che l'occidente prova ad imporci.
Paulo Freire scrive, nel suo libro "La pedagogia degli oppressi", che è nella logica dell’oppresso imitare il suo oppressore e provare a liberarsi dall'oppressione attraverso azioni similari ad essa.
Noi dobbiamo imparare a resistere a questo genere di risposta all'oppressione. l popoli che vivono su questo pianeta hanno bisogno di rompere con il concetto ristretto di liberazione umana, e devono cominciare a vedere che la liberazione deve estendersi all'insieme del Mondo Naturale.
Ciò di cui abbiamo bisogno è la liberazione di tutte le cose che sostengono la vita: l'aria, le acque, gli alberi, tutte cose che sostengono la trama sacra della vita.
Noì sentiamo che i popoli natìvi dell'emisfero occidentale possono continuare a contribuire al potenzìale di sopravvivenza della specie umana. La maggior parte dei nostri popoli vive ancora in accordo con le tradizioni che si radicano nella Madre Terra. Ma i popoli nativi hanno bisogno di un ascolto nel quale le nostre voci possano essere capite. E noi abbiamo bisogno di allearci con gli altri popoli del mondo per aiutarci nella nostra lotta per ritrovare e mantenere le nostre terre ancestrali e per proteggere il modo di vita che noi seguiamo.

Noi sappiamo che è un compito molto difficile.
Molti stati possono sentirsi minacciati dalle idee di protezione e liberazione dei Popoli e delle Culture del Mondo Naturale, un movimento progressista che deve essere integrato alle opzioni politiche di coloro che cercano di risollevare la dignità dell'uomo.
Ma queste posizioni prendono forza e rappresentano una scelta necessaria nell'evoluzione del pensiero progressista.
I Popoli Nativi tradizionali posseggono la chiave dell'inversione del processo della Civilizzazione Occidentale che ci presenta un avvenire inimmaginabile di sofferenza e di distruzione.

La spiritualità è la forma più alta della coscienza politica.

E noi, i Popoli Nativi dell’emisfero occidentale, siamo nel mondo tra i detentori viventi di questa forma di coscienza.
Noi siamo là per comunicare questo messaggio.

tratto dal libro “Per un Risveglio della Coscienza” – ed. La Fiaccola

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