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 La Leggenda di Od

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g0rka
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Femminile Numero di messaggi : 2013
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Localizzazione : Avvolta dalle fiamme di Loki
Titoletto Personale : g0rka the trickster
Data d'iscrizione : 09.12.07

MessaggioTitolo: La Leggenda di Od   Sab Dic 20, 2008 10:37 pm

C'era molto tempo fa, ma sarebbe meglio dire fu il tempo in cui tutto era diverso e che nessuno sapesse esattamente quando, forse non vi erano ancora i mortali sulla Terra ma semidei. Taranis il dio gallico del tuono aveva una figlia di nome Od, una bella fanciulla dalla pelle più bianca della neve, dai capelli biondi lucenti, la loro luce dorata ondeggiava per la grande casa o Dan, la casa degli dei, Lei contrastava il cielo perennemente bigio sopra il recinto del dio paterno. Od non sopportava i giochi di suo padre, intento a picchiare il suo martello contro le nubi e sprigionare tuoni e saette da tutte le parti. Ordine impartito dal dio supremo Odino, per rinvigorire la Terra. L'unica figlia di Taranis implorava Odino affinché mandasse uno dei suoi Corvi a liberarla da questa baraonda, la timorosa fanciulla. Od lasciò la casa paterna e volò sulla schiena del grande Corvo Meir, la memoria di Odino, vezzo ogni mattino a perlustrare il mondo sottostante. Il magico uccello volò sopra laghi grandi e piccoli, foreste, monti, e ancora laghi e immesse foreste, valicò le Alpi e finalmente si trovò sopra un mare turchino con un Sole splendente in un cielo terso di nubi.

Il Corco reale si fermò su un isola grandissima, verde come uno smeraldo, il fido servitore del dio del Nord si posò su una candida arena, attento com'era nel suo volo non poté accorgersi che la vergine non aveva più i bellissimi capelli biondi, ma erano divenuti neri e lucenti come le sue penne. Insensibile a certi aspetti delle mode femminili, se ne ritornò via gracchiando e senza salutare, il pettegolante. Od rimase sola in un mondo a lei sconosciuto e terribilmente caldo, sotto quel enorme fuoco del carro solare . La sua pelle delicata ne risentiva ed arrossava. Non poté che tuffarsi nelle refrigeranti acque trasparenti del mare turchino un refrigerio sconosciuto alla giovane celta cresciuta nel freddo Nord. Due delfini che osservavano e meravigliati di tanta bellezza si avvicinarono e si misero a fare grandi salti attirando l'attenzione di Od, le indicarono una grotta in mezzo al rosso corallo. Od si mise in mezzo ai due figli di Poseidon, posò le mani sulle pinne e si immerse verso le profonde acque senza rendersi conto che respirava sott'acqua come i pesci, nulla di strano essendo lei stessa una dea. Stette tutto il giorno, meravigliata di vivere in quel mondo marino, come sulla terra, però non poté mangiare ne bere nulla, la sua natura terreste premeva per un pasto decente aveva sete e fame. Aspettò che si facesse sera per ritornare sulla terra in cerca di cibo, trovò del cacio, mangiò della frutta, e con del olio si curò la pelle, sotto la luna in uno stagno vide che i suoi capelli erano diventati del colore della notte che mandavano riflessi argentati sembrava ancora più bella. Mentre si stava ammirando apparve un giovane umano dal colore ambrato, dai capelli scuri e ricci, con un candido sorriso, il resto lo possiamo immaginare, quello che accade fra due giovani corpi, essi si amarono tutta la notte senza dire una parola. All'Alba il disco del cielo apparve e Od ritornò di corsa verso il mare, mentre il giovane pastorello dormiva. Vi erano i due amici delfini che l'attendevano, prestò imparò anche il loro linguaggio e a nuotare come loro, meravigliata si accorse di avere la coda come i delfini. Alla notte seguente volle ritornare dal giovane pastore, padrone sull'isola ricca di ovini. ma non aveva più le gambe, pianse, Odino che sa tutto tramite i suoi due corvi fece sì che Od riavesse le gambe, appena asciugate. della magica trasformazione il ragazzo bruno non seppe mai nulla, e per lungo tempo ad ogni plenilunio i due corpi vibravano d'intensità. Ma il destino volle che di giorno i due amanti non si potevano incontrare, affinché intervenne di nuovo Odino che fece dono ad Od della sua natura umana, permettendole di avere una discendenza normali di uomini del mare, infatti le loro figlie nuotavano come delfini, gioiosi di padroneggiare quel mondo liquido. Come raccontano tutte le leggende il lieto fine, di nuovo Odino, che non fai mai le cose a metà creò le sirene chiamandole OnDiNe ondine che significa Colei che sta sotto il mare, in ricordo di Od che diede vita agli uomini della grande isola verde.


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