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 ┴satr˙

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g0rka
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MessaggioTitolo: ┴satr˙   Ven Dic 05, 2008 4:05 pm

L'┴satr˙ (neologismo nato dall'unione dei termini in norreno ┴sa e tr˙, il cui significato Ŕ approssimativamente "fede negli Ăsir") Ŕ una nuova religione etena istituzionalizzata nel corso del decennio che separa il 1960 e il 1970. Ripropone in un'ottica essenziale e moderna il Paganesimo nordico, ovvero quella fase della religione germanica diffusa prima dell'arrivo del Cristianesimo in Scandinavia e in Islanda e sistematizzata durante l'epoca vichinga, cosý come descritta nell'Edda. La religione asatruar fu centralizzata in origine con la fondazione dell'Associazione asatruar islandese da parte di Sveinbj÷rn Beinteinsson. Nel corso degli anni l'┴satr˙ Ŕ stato progressivamente legalizzato insieme ad altre denominazioni etene dai governi di molti Paesi quali l'Islanda dal 1973, la Norvegia dal 1994, la Danimarca dal 2003 e la Svezia dal 2007. Negli Stati Uniti, a dispetto del fatto che sia radicata sin dagli anni Settanta, la religione non Ŕ stata ancora riconosciuta ufficialmente. Sebbene l'intero movimento eteno sia classificato nella maggior parte dei casi come ricostruzionistico poichÚ riproponente un tentativo di ricostruzione della religiositÓ del passato, l'┴satr˙ Ŕ considerato in molti suoi frangenti di orientamento eclettico.

Il termine ┴satr˙ (in alfabeto islandese ┴satr˙) Ŕ un termine nato dell'unione delle due parole in norreno antico ┴sa e tr˙, ed Ŕ la traduzione del neologismo Asetro, creato durante il nazionalismo romantico del XIX secolo e usato per la prima volta da Edvard Grieg nell'Olaf Trygvason del 1870. La prima parola corrisponde al genitivo plurale di ┴ss, indicante gli Ăsir, ovvero il gruppo di divinitÓ su cui Ŕ incentrato il culto asatruar. Il secondo termine, vale a dire tr˙, Ŕ una deformazione di troth, e mentre nell'utilizzo pi¨ recente sta a significare "fedele", nell'antica accezione esprimeva piuttosto concetti quali "fede", "lealtÓ" o "religione". L'unione dei due termini esprime dunque un significato che corrisponde grossomodo a "fede negli dŔi", o pi¨ in specifico "fede negli Ăsir", dato che al pantheon degli Ăsir si contrappone quello dei Vanir, divinitÓ su cui si incentra invece il culto vanatruar. Gli aderenti all'┴satr˙ vengono chiamati asatruar, termine che in italiano rimane invariato sia al singolare che al plurale. L'espressione Ŕ mutuata dall'islandese asatruarmadur (semplificazione di ┴satr˙arma­ur), al plurale asatruarmenn (semplificazione di ┴satr˙armenn), parole indicanti per l'appunto i fedeli dell'┴satr˙.

L'┴satr˙ nacque come secondo o terzo tentativo di risorgenza dell'antico Paganesimo nordico tra il 1960 e i primi anni Settanta. La prima organizzazione ufficiale, l'Associazione asatruar islandese (in islandese Islenska Asatruarfelagid, anglicizzazione di ═slenska ┴satr˙arfÚlagi­), fu fondata nel 1972 durante il solstizio d'estate, e venne riconosciuta dal governo come istituzione legale solo l'anno seguente in particolare grazie alla dedizione di Sveinbj÷rn Beinteinsson. Parallelamente, Stephen McNallen, un ex ranger delle forze aeree dell'esercito statunitense, inizi˛ con la pubblicazione di una rivista chiamata The Runestone indipendentemente dall'Associazione asatruar islandese. Poco tempo dopo lo stesso McNallen fond˛ un'altra istituzione, l'Assemblea asatruar libera, successivamente rinominata Assemblea asatruar popolare. Una branca parzialmente scissa dall'associazione di McNallen Ŕ l'Alleanza Asatruar, il cui maestro spirituale Ŕ Valgard Murray, iniziatore della rivista Vor Tru. L'Alleanza Asatruar nel 2005 ha celebrato il venticinquesimo Concilio Althing. In altri ambienti dell'orizzonte eteno, mentre McNallen fondava il suo primo gruppo asatruar, nasceva anche l'Odinismo di Else Christensen.

L'┴satr˙ Ŕ una religione panteistica, monistica ed enfatizzante il politeismo. Gli asatruar vedono infatti l'universo come emanazione di un'essenza divina che sta al dilÓ di tutte le cose. La sostanza essenziale che sta alla base della manifestazione del cosmo Ŕ un principio divino eterno e increato, che permea il mondo e si esprime negli eterni cicli dell'esistenza e nella natura di tutte le cose. Questo principio primordiale che funge da sostrato per quella che i cinque sensi umani fanno percepire come la realtÓ, Ŕ l'Uno. L'essenza di tutte le cose Ŕ un principio creativo, ovvero Ŕ eternamente attivo, ed emana l'energia che costituisce la materia e che permette a questa di organizzarsi andando a produrre gli infiniti mondi e le infinite sfaccettatue della realtÓ. Come anche altre religioni appartenenti al gruppo del Neopaganesimo, anche l'Etenismo e in questo caso particolare l'┴satr˙, sostengono che il principio ultimo infinito che si cela al dilÓ del sensibile sia manifesto nella natura e permei la varietÓ di questa per mezzo della sua stessa varietÓ, incapsulata dal manifestarsi della sua essenza attraverso i sacri poteri, vale a dire le forze divine senza forma, aspetto e carattere, sottili ed impercettibili che esercitano espressione creativa attivando i processi pi¨ basilari del cosmo. L'Uno Ś in parole povere Ś Ŕ sý sempre presente nel mondo in quanto esso Ŕ identificato con il mondo stesso, ma parallelamente Ŕ immanente e presente nella realtÓ dell'uomo attraverso una serie di impulsi di vita, di forze della creazione, di intelligenze innate, che l'essere umano venera e propizia per celebrare la presa di consapevolezza della sua natura pi¨ profonda e del suo essere parte del tutto. Gli dŔi sono dunque visti come le forme attraverso cui il principio primordiale si manifesta nell'universo, e attraverso cui l'uomo rappresenta il tutto divino.
Le divinitÓ sono le tante porte che permettono all'uomo l'accesso alla comprensione della veritÓ ultima e l'unione con l'Uno. Il culto asatruar pone la sua particolaritÓ nella venerazione degli Ăsir, divinitÓ che a differenza dei Vanir simboleggiano aspetti e funzioni che pi¨ si avvicinano alla sfera della psicologia e dell'interioritÓ umana. Sono maggiormente incentrati su elementi astratti quali la forza, il coraggio, la ragione e l'emotivitÓ. Tra gli Ăsir principali venerati dagli asatruar vi Ŕ la triade costituita da Odino, Thor e Frey, trinitÓ creatrice considerata la sintesi delle forze della creazione. Altri Ăsir maggiori sono Freyja, Frigg, Ska­i e Eostre. L'albero del mondo, Yggdrasill, Ŕ una figura importante della teologia e della asatruar. L'albero rappresenta infatti l'eterno spirito del divino che permea l'universo e lo pervade con le sue ramificazioni, che sono un simbolo della molteplicitÓ dell'Uno, e quindi delle varie divinitÓ. La cosmologia asatruar Ŕ insita nella teologia: la seconda spiega la prima, in quanto la manifestazione della DivinitÓ non Ŕ altro che la creazione del mondo, la quale Ś a differenza dei culti abramici Ś non Ŕ percepita come un evento verificatosi in un preciso momento e su deciusione di un'entitÓ trascendente e ragionante in modo simile all'uomo. Al contrario l'┴satr˙ spiega che la creazione Ŕ la naturale manifestazione evolutiva del principio cosmico che si dispiega andando ad originare attraverso processi ciclici quella che Ŕ l'aggregazione delle materie e l'esistenza di tutte le possibili realtÓ e vite. Essendo la ciclicitÓ uno degli elementi fondanti della dottrina asatruar, la vita dopo la morte va a coincidere molto spesso con la dottrina della reincarnazione. La cosmologia etena sostiene inoltre che il cosmo, pervaso dall'energia dell'Yggdrasill, sia una realtÓ relativa, che viene percepita diversamente in base al livello di conoscenza dell'essere. La tradizione vuole che il cosmo sia suddiviso essenzialmente in nove mondi, ovvero dimensioni mistiche, interpretazioni del reale la cui simbologia Ŕ ampiamente dibattuta ed interpretabile. Tendenzialmente tutti i neopagani contemporanei credono in questo genere di concezione. Innanzitutto la credenza nel reincarnazionismo deriva dal semplice fatto che ogni cosa non termina mani definitivamente, ma cambia, si trasforma in qualcosa di diverso. Gli asatruar considerano l'anima una scintilla essenziale presente nell'intelletto umano. Questa essenza, che Ŕ un'emanazione stessa del divino e quindi la divinitÓ dell'uomo, Ŕ destinata Ś dopo la morte Ś a cambiare, a trasformarsi in qualcos'altro, rientrando nel ciclo delle cose. La purezza dell'anima porterÓ l'essenza alla ricongiunzione con l'infinito e quindi al completamento finale del proprio ego. La reincarnazione subentra quando l'anima non riesce, a causa del suo estremo legame con la vita terrena, a fondersi con il tutto (in un concetto simile a quello del karma).

L'etica asatruar Ŕ basata fondamentalmente sulle Nove Nobili Virt¨, ovvero una serie di precetti morali estrapolati dall'Edda. Questi principi sono condivisi da tutte le denominazioni dell'Etenismo, e rappresentano i cardini base attraverso i quali l'asatruar deve poter edificare una vita e una societÓ caratterizzate dai buoni valori e dall'armonia. All'interno delle virt¨ eddiche si possono trovare precetti quali la libertÓ, la gioia, il coraggio, l'onore, la fedeltÓ, la disciplina, l'autocontrollo, la comprensione, la veritÓ e il realismo. Ogni ramo eteno e ogni organizzazione Ŕ ovviamente libera di rendere pi¨ specifiche o perfezionare queste regole. Attualmente ne esistono due redazioni, di cui una realizzata dall'Assemblea asatruar popolare, versione accettata dalla maggiornaza degli asatruar. Varianti del codice eddico sono anche i Nove Carichi emanati dall'associazione Rito Odinico negli anni Settanta, e l'Obiettivo Esapartito, un codice discusso da Edred Thorsson nel suo A Book of Troth, testo utilizzato come fonte primaria da alcuni dei primi gruppi asatruar statunitensi.

La religione asatruar Ŕ attualmente decentralizzata, ovvero non esiste un'istituzione unica che amministri tutte le organizzazioni minori, ma esistono varie Chiese Ś presenti in gran parte degli Stati del mondo postcristiano Ś che si amministrano autonomamente. Tra queste organizzazioni le principali sono l'Associazione asatruar islandese, l'Assemblea asatruar popolare, l'Alleanza Asatruar, e molte altre associazioni denominazionali o non denominazionali (alcune si identificano semplicemente come etene, senza dichiararsi asatruar piuttosto che vanatruar, odiniste oppure teodiste). Le grandi organizzazioni internazionali possono amministrare gruppi di culto locali chiamati kindred, i quali a loro volta possono scegliere se affiliarsi ad una delle organizzazioni maggiori oppure rimanere autonomi gestendo le proprie attivitÓ autonomamente. Affiliarsi a una delle organizzazioni madri pu˛ essere evidentemente un grosso beneficio per le comunitÓ, sebbnene questa pratica non sia condivisa da tutti. Questa varietÓ di gruppi che anche se piccoli sono presenti omogeneamente sui territori, rende difficile la gestione delle attivitÓ religiose e la stima degli aderenti dell'┴satr˙, nonchÚ contribuisce al rischio di scismi che possono comportare l'emersione di vere e proprie nuove correnti etene. Ogni kindred Ŕ amministrato da un membro eletto ufficialmente o meno in qualitÓ di sacerdote, oppure l'amministrazione Ŕ generale, in particolare quando il kindred si imposta sullo stile di una corporazione. Le grandi organizzazioni offrono costantemente dei seminari per la formazione di un clero attraverso cui mantenere le attivitÓ religiose presso le varie comunitÓ affiliate. I sacerdoti di ruolo vengono chiamati godi (in norreno antico Go­i), il nome storico con il quale venovano etichettati i preti del Paganesimo nordico. Il sacerdozio Ŕ aperto sia agli uomini che alle donne, e in questo secondo caso il nome specifico con cui vengono indicate le sacerdotesse asatruar Ŕ gydja (in norreno antico Gy­ja). I termini godi e gydja significano letteralmente "colui (o colei) che parla in nome degli dŔi", e possono dunque essere di fatto tradotti utilizzando il termine sacerdote o prete, che presentano il medesimo significato.

Le principali organizzazioni asatruar enfatizzano la necessitÓ di una separazione netta tra la sfera spirituale e la sfera politica. Molti degli asatruar sono praticanti non affiliati a istituzioni locali e quindi non coinvolti nelle attivitÓ dell'┴satr˙ organizzato. L'obiettivo primario della religione asatruar Ŕ quello di offrire in tempi moderni una ricostruzione modernizzata del Paganesimo nordico ed eddico, e il chÚ non ha alcuna conseguenza di tipo politico. Nonostante la spiccata apertura e tolleranza proclamate dall'┴satr˙, questo Ŕ tuttavia a volte erroneamente confuso con altre denominazioni etene che presentano legami con il neonazismo, il quale fa in certi casi riferimento alle simbologie usate anche dall'Etenismo. Queste correnti estremistiche sono il Wotanismo e l'Irminismo, e non hanno alcun aspetto dottrinale in comune con l'┴satr˙, il Vanatr˙, l'Odinismo, il Teodismo e le altre religioni etene tendenzialmente mondialistiche e pacifiche. Le tre principali istituzioni asatruar americane hanno spesso denunciato i parallelismi con qualsiasi tipo di approccio razzistico, e il nazismo Ŕ altrettanto spesso rifiutato dagli asatruar definendolo un indesiderata filosofia totalitaria incompatibile con la libertÓ e l'amore sostenuti dal Paganesimo nordico. I parallelismi problematici derivano dal fatto che i neonazisti tendono a vedere nell'Etenismo un tentativo di esaltare la cultura dell'Europa settentrionale, associandolo erroneamente ai miti della razza riemersi anche durante il Romanticismo. Questi accostamenti sono totalmente infondati, in quanto l'┴satr˙ e le forme pacifiche dell'Etenismo hanno come unico obiettivo la formazione di una religione basata sull'antico Paganesimo nordeuropeo, senza alcuna conseguenza politica. L'┴satr˙ Ŕ oggi la branca pi¨ diffusa del movimento eteno insieme all'Odinismo. Entrambi sono riconosciuti come religioni praticabili in alcuni Stati europei, ma organizzazioni e Chiese sono presenti in tutto il mondo postcristiano. L'┴satr˙ Ŕ diffuso in Islanda, in Germania, nei Paesi scandinavi, nei Paesi Bassi, in Polonia, in Spagna, in Portogallo, in Spagna e in Italia. In America si trovano associazioni e gruppi asatruar sia in Canada e Stati Uniti, sia in Messico, in Argentina, in Brasile e altre zone. L'┴satr˙ Ŕ infine presente anche in Australia e nella vicina in Nuova Zelanda. La presenza in Finlandia ha portato a opposizioni ideologiche con la nascente religione Ukonusko, appartenente al Neopaganesimo esteuropeo. Parecchi ukkousk sono infatti protesi verso il sincretismo con l'influente ┴satr˙, e pertanto osteggiati dai gruppi pi¨ tradizionalisti. Questi ultimi sono propensi a considerare l'┴satr˙ come una sorta di imperialismo culturale non compatibile con la civiltÓ finlandese. La situazione negli Stati Uniti, tesasi nel 2001 con la proibizione ai detenuti asatruar presso alcuni penitenziari nell'indossare un Martello di Thor quale emblema di fede, si Ŕ alleviata nel 2007 con la liberalizzazione del simbolo da parte di un giudice federale.

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