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 Vantaggi e svantaggi nell'uso delle erbe

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MessaggioOggetto: Vantaggi e svantaggi nell'uso delle erbe   Dom Ott 19, 2008 10:56 pm

Il fatto che le erbe siano “naturali” non deve farci erroneamente pensare che ci siano solo vantaggi. C’è una differenza sostanziale tra farmaci sintetici ed erbe ed ognuna delle due tipologie di cure ha dei pro e dei contro (come ogni cosa in natura). Tali differenze si possono riassumere in diversi punti:
1) l’organismo è dipeso, e dipende ancora oggi, dalle piante. Esso si è sotto certi aspetti assuefatto alla maggior parte di esse. Tale assuefazione ha reso molti principi contenuti nelle piante più “blandi” o addirittura del tutto inutili, rispetto ai cugini farmaci di origine sintetica. Se da una parte questo conferisce sicuramente un potere di azione maggiore ai farmaci sintetici, rispetto a quelli naturali (soprattutto per quanto riguarda i tempi di azione che, nelle erbe, spesso sono molto più lunghi), dall’altro è altresì vero che i farmaci sintetici si comportano spesso in modo troppo energico rendendosi spesso responsabili di effetti secondari molto più marcati rispetto a quelli prodotti dalle erbe.

2) La naturalità dei composti vegetali permette al corpo di eliminare le tracce residue prodotte in modo più rapido, sollecitando ed intossicando meno il fegato ed i reni ed evitando o attenuando fenomeni di “bioaccumulo” (accumulo di sostanze tossiche o estranee nel cospo) che potrebbero, a lungo andare, essere fonte di gravi patologie.

3) Al contrario dei farmaci sintetici nei quali i principi attivi sono perfettamente dosati e bilanciati (rendendoli quindi “standard” nel potere di azione), nelle droghe spesso si riscontrano sostanziali differenze nella concentrazione dei principi attivi. Tali differenze spesso si riscontrano addirittura da foglia a foglia di una stessa pianta. Per tale motivo non è così facile stabilire precisamente quanta droga va usata, poiché non è possibile sapere di preciso quanto principio attivo è presente nella droga stessa. Tali variazioni dipendono da una moltitudine di fattori (clima, area geografica, annata, età della pianta, metodo di raccolta e di essiccazione, ecc…). Questo vuol dire che pur usando le stesse quantità, può accadere che una tisana abbia più o meno effetto rispetto ad un'altra fatta in un altro momento. Questo ci porta a dover fare delle “stime” di quanta droga usare, e quindi essere meno precisi.
Da questi punti potrebbe sembrare che l’uso delle erbe nella cura non sia poi una cosa così positiva…ma non è così e dipende soprattutto dal modo di procedere e di relazionarci con tale disciplina.

Della filosofia orientale ci viene un grande insegnamento e cioè la visione della malattia come “squilibrio” del corpo (in particolar modo delle energie del corpo). Discipline come lo yoga sono nate proprio per mantenere il corpo in uno stato fisico equilibrato. Tale stato si rifletterà inevitabilmente sulla psiche. Se ad esso aggiungiamo la coltivazione del proprio spirito, allora abbiamo ottenuto la “salute completa”, nella quale corpo mente e spirito sono perfettamente in sintonia e pienamente equilibrati. Da questa filosofia nasce un pensiero importantissimo, cioè quello della prevenzione più che la cura. In erboristeria le cose funzionano più o meno nello stesso modo. Esistono molte erbe che vengono impiegate solo nella cura di determinati sintomi…ma la maggior parte delle droghe viene invece usata per prevenire determinate patologie o viene usata ai primi stadi della patologia.

Ad esempio, se si sa che si va incontro ad un periodo nel quale mangeremo in modo meno sano e maggiore (vedi natale, pasqua ecc), un paio di settimane prima si fanno cicli di “depurazione” dell’organismo con preparati disintossicanti, al fine di ripulire il corpo da tutti quegli accumuli precedenti. Tali cicli si ripetono alla fine del periodo, così da eliminare comunque quei prodotti di scarto formatisi durante le feste. Questo è il modo giusto e più consono di usare le proprietà delle erbe, poiché si previene l’intossicazione. Se aspettassimo di essere intossicati prima di agire, dovremo fare quasi sicuramente dei cicli di depurazione con le stesse erbe molto più lunghi, ottenendo effetti in tempi molto maggiori che non prendendo invece farmaci sintetici. Dobbiamo quindi cercare di evitare di trovarci nella situazione nella quale è quasi obbligato il ricorrere ai farmaci sintetici.

Un altro esempio è legato, invece, all’uso di erbe legate ai periodi “freddi”, nei quali è facile ammalarsi. Le alternative sono sempre due:

1) attendiamo di esserci ammalati per poi usare erbe per curarci. Poiché le proprietà di tali erbe agiranno in tempi molto maggiori rispetto a farmaci sintetici, il più delle volte saremo costretti a ricorrere a questi ultimi (vuoi perché non possiamo restare a letto per impegni lavorativi, vuoi perché la febbre è alta e non resistiamo al dolore causato dalla malattia, ecc…). Questo non è certamente il modo più saggio di usare le erbe.
2) Facciamo dei cicli di erbe che vadano a rinforzare la nostra fibra ed in particolare il nostro sistema immunitario (ad esempio usando malva, echinacea, frutti di rosa canina ecc…). Tali cicli vengono fatti in autunno, quando maggiore è il rischio di ammalarci…e ai primi sintomi di raffreddore, mal di gola ecc…così da prevenire l’ammalarci. Questo è decisamente il modo migliore di agire, poiché lasciamo alle piante il tempo di agire, senza aver bisogno di concentrazioni maggiori o di un’azione forte ed improvvisa.

:fhew:
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