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 LUNA ROSSA, LA PRIMA INIZIAZIONE

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g0rka
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Femminile Numero di messaggi : 2013
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Titoletto Personale : g0rka the trickster
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MessaggioOggetto: LUNA ROSSA, LA PRIMA INIZIAZIONE   Mer Giu 25, 2008 8:53 pm

“Ogni mese il corpo di una donna subisce una serie di cambiamenti, molti dei quali avvengono senza che lei ne abbia coscienza. Questi cambiamenti possono includere variazioni dell’equilibrio ormonale, della temperatura vaginale, della composizione e quantità dell’urina, del peso corporeo, della concentrazione di vitamine del sangue, della ritenzione dei liquidi, della frequenza del battito cardiaco, del volume e della consistenza del seno, della consistenza dei fluidi vaginali, del livello di concentrazione, della vista, dell’udito, delle qualità psichiche, della soglia del dolore e molti altri ancora.”

Miranda Gray è sufficientemente esplicita nella sua descrizione e continua con la convinzione che sia necessario che la donna acquisti consapevolezza di questi cambiamenti perché possa comprendere l’effetto che hanno sulla sua personalità e sulle sue energie.

“Il ciclo mensile fisico consiste di quattro fasi: preovulatoria, ovulatoria, premestruale e mestruale. All’interno di ciascuna ovaia vi sono gruppi di cellule, chiamate follicoli, che contengono ovuli immaturi Durante la fase preovulatoria il follicolo matura producendo l’ormone chiamato estrogeno che stimola i tessuti del seno e dell’utero. Intorno al 14-16° giorno del ciclo, un follicolo si rompe rilasciando un ovulo maturo; questa è la fase ovulatoria. Alcune donne avvertono certi sintomi fisici caratteristici di questa fase; questi possono includere un dolore alla zona pelvica, un lieve sanguinamento, un aumento del volume del seno o della sua consistenza, oppure insolite voglie di cibo. Dopo l’ovulazione il follicolo viene chiamato corpo luteo e produce ormoni, progesterone ed estrogeno. Il progesterone prepara la parete uterina ad accettare l’ovulo fecondato. Se la fecondazione non avviene, il corpo luteo degenera gradualmente e i livelli di progesterone e di estrogeno scendono dando inizio alla fase premestruale. Il rivestimento interno dell’utero inizia poi a disintegrarsi portando al sanguinamento della fase mestruale.”

Questo ciclo fisiologico si esprime nell’arco del mese con una serie di possibili sintomi più o meno comuni, quali: mal di schiena, emicrania, insolita voglia di dolci (zuccheri o carboidrati), aumento del volume del seno, cistite, crampi addominali, ritenzione dei liquidi, gonfiore addominale, stanchezza, mancanza di concentrazione, allergie, irritabilità, variazioni frequenti d’umore, depressione, etc.
La varietà di stati fisiologici non è da leggersi come malattia o disfunzione, anzi appartiene al corretto funzionamento del nostro sistema ormonale. Possiamo aiutarci con antidolorifici così come con tisane o esercizi yoga, ma l’importante è imparare a conoscere qual è il linguaggio che il nostro corpo usa per comunicarci cosa sta succedendo a livello ormonale. Ciò implica anche la comprensione dei nostri stati umorali, delle nostre capacità percettive che aumentano in certe fasi: tale comprensione ci consente di non amplificare dei segnali solo perché non riusciamo a ricondurli alla fonte.

Ad esempio: in un periodo tutto funziona bene nella mia vita ma, ad un tratto, un profondo senso di vuoto mi coglie. Improvvisamente tutto e tutti risultano sbagliati, dicono le cose sbagliate e fanno le cose sbagliate. Tutto mi irrita e vorrei fuggire lontano. Inizio ad alzare la voce coi figli, ad allontanare il marito, ad essere con la mente altrove ma non so bene dove. Le cose sembrano andare tutte male. Mi cadono le tazzine di mano ed il sugo si brucia. Al lavoro non riesco a concludere nulla: qualcuno si permette di farmi qualche osservazione ed io esplodo mettendo a ferro e fuoco ciò che mi circonda. Cosa è successo? Cosa succede?
Probabilmente nulla: forse sono solo in fase premestruale, forse sono solo le energie “distoniche” (contrario di armoniche) della mia luna nera ad influire in modo viscerale ed automatico ed io posso solo comprenderle per poterle “gestire”. Solo con la comprensione di questo meccanismo posso attivare strategie diverse: se so che sono io, al momento, ad essere ipersensibile non me la prendo con l’appunto fatto dal collega, imparo a contare fino a duemila… So che sono irritabile e che questo è fisiologico, per cui cerco di proteggermi occupandomi di meno cose, perché so che ho bisogno di riposo. Magari trovo il modo di isolarmi, spiegando o meno agli altri il mio bisogno.
Oppure cerco di muovermi più lentamente, perché nella lentezza ritrovo il mio ritmo (e non rompo le tazzine) o, anche, accetto le mie percezioni extrasensoriali, perché so di essere estremamente recettiva…
Finalmente il ciclo arriva, probabilmente in modo meno doloroso di quanto avrebbe fatto altrimenti, e io mi depuro serenamente e riprendo, in attesa di riprendere la prossima fase ricca, invece, di creatività e voglia di dare agli altri.

La donna durante i giorni del ciclo incarna quelle che i miti hanno descritto come le Dee Oscure (Ecate, le Gorgoni, Lilith etc…) distruttive e potenti nella loro voglia lussuriosa di divorare il mondo. Tale emblema è finito col tempo per trasformarsi nella figura negativizzata della Strega: la donna del demonio che coi suoi poteri notturni ammalia gli innocenti uomini e attraverso pozioni ed incantesimi domina il male e la notte.
L’estremismo a cui si è giunti nasce dalla negazione, reiterata nel tempo, del ciclo e della dualità femminile: il sangue mestruale è diventato tabù, la reclusione - opportuna per il riposo della donna - si è trasformata in clausura, isolamento dell’“impurità”.
Fa paura l’ambivalenza femminile: il mondo maschile, sempre preponderante, non è riuscito ad integrarla, anzi ne ha avuto spavento. Così ha allontanato, relegato, recluso, sminuito e svilito i ruoli e le competenze delle donne (arrivando, in tempi bui, a non riconoscere loro neppure l’anima) per renderle, in epoca recente, forzosamente uguali all’uomo. Così uguali che loro non sono più padrone dei loro poteri, delle loro fasi, del loro umore ciclico, ambivalente, lunare.

E’ necessario che le donne tornino a comprendere (per saper usare in modo produttivo) il loro ciclo. Le energie femminili si depurano nei giorni mestruali e le donne sentono la necessità di far pulito dentro di sé anche dai vecchi schemi.
Immediatamente prima e durante il mestruo la donna spesso è più debole, fragile ed estremamente sensibile ai rumori, al caos. E’ perfino così recettiva da poter percepire interferenze sottili che non sempre riesce a decifrare, ma che vive con tutto il suo essere come disarmonie che la circondano. Se la si vedesse la sua aura apparirebbe estremamente … “rigonfia”, espansa e pulsante, forse sfilacciata e ricca di lampi e scariche, come se perdesse il confine tra il proprio sé fisico e gli altri piani energetici, come se si situasse in una dimensione intermedia: non proprio sulla terra ma non ancora in nessun altro luogo.
I dolori fisici di cui soffre sono solo l’ultima manifestazione di un malessere che si presenta ben prima, all’incirca già sette giorni prima: un senso di fastidio verso persone o cose, un’estrema sensibilità, irrequietezza, come se il mondo le sfuggisse dalle mani. La mente si distacca dal quotidiano, non riesce ad essere concentrata, le cose diventano più difficili da svolgere, il seno gonfia, il ventre pure, si sente un pallone e la stima di sé cala.
Chi ci circonda pensa che siamo lunatiche, isteriche. Abbiamo bisogno di allontanare il mondo da noi perché non lo reggiamo, non ce la facciamo.
Dobbiamo isolarci e lasciarci andare in un “viaggio” che è depurazione, morte e rinascita, dolore e vita. Ciascuna di noi conosce il senso di sollievo quando i dolori mestruali quasi improvvisamente svaniscono e come ci sentiamo perfino più cariche e vitali.
Ma quante di noi vivono tutto questo come naturale e non come una “sindrome” che va curata con analgesici mentre si continua a correre per essere sempre più efficienti?
Quanti compagni o mariti ci lasciano tranquille, anzi magari apprezzano il nostro potere, incoraggiandoci a seguire il nostro ritmo?
Non parliamo della cultura medica e sociale nella quale siamo inserite che ci offre assorbenti sempre più sottili, comodi ed invisibili per negare tutto!

Recuperare la consapevolezza del proprio ciclo significa recuperare l’aspetto magico del femminile, il carattere distintivo che ci consente di creare e di distruggere.
La consapevolezza di una società nei confronti del femminile sarebbe indice di reale eguaglianza, se per eguaglianza indicasse equilibrio (e non identità di caratteristiche) fra i due opposti di base: maschile e femminile.


Articolo di Micaela Balice, dottoressa in pedagogia, naturopata, specializzata in Fiori di Bach ed Erboristeria Popolare.
Libera ricercatrice su miti e simboli dell'antichità con particolare attenzione per gli archetipi del femminile, il culto della Grande
Dea e di Madre Terra.

Scrive Poesie.
Coltiva la Terra.

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"[...] e il nostro motto:
SiC GORGIAMUS ALLOS SUBJECTATOS NUNC...
Con delizia banchettiamo di coloro che vorrebbero assoggettarci... e non è tanto per dire! "
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