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 Fisiologia al femminile-LA FISIOLOGIA LUNARE

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g0rka
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Femminile Numero di messaggi : 2013
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MessaggioTitolo: Fisiologia al femminile-LA FISIOLOGIA LUNARE   Mer Giu 25, 2008 2:57 am


Calendari lunari e calendari mestruali

La donna è sempre stata collegata alla luna sin dagli albori delle civiltà a noi conosciute. Questo dato è presente in modo omogeneo in tutte le culture tradizionali. L'elemento che ha favorito l'instaurarsi di tale associazione è la similarità tra ciclo lunare e ciclo femminile: entrambi di 28 giorni circa.
Gravidanza e ciclo femminile appartengono ad un mondo magico di esclusiva proprietà delle donne, perché esse portano nel grembo il segreto della vita.

La ciclicità lunare garantiva un legame stretto con le stagioni e i ritmi di Madre Terra, con la fertilità e la generazione e quindi col sostentamento della specie. Non a caso i primi calendari furono di carattere lunare, le prime società furono probabilmente matrilineari, le prime divinità sono conosciute come Grandi Dee Madri.
Da Astarte, Ishtar, Iside, Inanna, Demetra, Cibele, Diana, Artemide, Ecate alle Grandi Madri nordiche: non c'è popolo che non abbia una Dea ctonia a cui fare riferimento, potente, duplice, oscura e luminosa come la luna.
Ad esse il compito di presiedere alla nascita, alla fertilità (dei campi come del nucleo sociale), di seguire e proteggere le donne nel parto, ma anche di iniziare al viaggio tra la vita e la morte gli uomini desiderosi di accedere a nuove consapevolezze: le nascite mistiche.
Regina della notte così come delle profondità della terra e della fluidità dell'acqua, la donna lunare acquisì coscienza di sé e del proprio ciclo generando un sistema di trattamento e mantenimento del proprio status sociale: il clan delle donne.

Il primordiale femminile nasce nel suo ruolo geneticamente generativo e come tale, inevitabilmente lunare. Nel tempo storico le varie fasi evolutive del femminile hanno influenzato ed influenzano tutt'ora l'ottica e l'approccio che la donna ha con se stessa ed i meccanismi di autoguarigione che mette in atto nei contesti ove questa percezione trova il suo spazio.
L'analogia tra ciclo femminile e ciclo lunare è presente in tutte le culture, da quelle primitive alle tradizioni contadine del secolo scorso, e si estende altresì in tutti i paesi del mondo. La statuina della Venere di Laussel ne è un esempio: ricoperta di ocra rossa rappresenta con meravigliosa bellezza la palese allusione al sangue mestruale ed alle sue fasi (le tredici tacche scolpite sul corno lunare indicano con molta probabilità le tredici lunazioni che intercorrono tra un inverno e l’altro, ma anche di conseguenza i tredici mestrui femminili nell’arco dell’anno).
Di queste raffigurazioni è costellata la storia antica e recente: pietre lunari o steli con forme di donna gravida venivano ancora messe, fino al secolo scorso, accanto ai filari delle vigne nelle Langhe e nell'astigiano, oppure pietre sacre venivano utilizzate per scongiurare la sterilità sfregandocisi sopra.
Il ciclo lunare ha permesso alle donne di costruirsi un calendario non solo stagionale e ad uso sociale, ma anche dei ritmi mestruali e fecondi, tanto che in clan o gruppi molto coesi le donne entravano nel mestruo tutte insieme.

Il ciclo mestruale veniva calcolato osservando la fase lunare corrispondente al primo giorno del mestruo che, ovviamente, si sarebbe ripresentato alla corrispondente ma successiva fase, 28 giorni dopo. Tale calendario era ancora usato fra le donne della campagna casalese a metà del 1900. La luna regolava anche la tendenza del mestruo ad anticipare o ritardare, come se questo tentasse di armonizzarsi al ritmo lunare.
Le testimonianze raccolte, confermate anche da altri ricercatori, concludono nell'affermare che se la mestruazione si presenta in luna nuova in genere il flusso è più abbondante e la donna è più stanca e debole. Viceversa quando il sangue mestruale appare in luna piena il flusso è più scarso e la donna è forte, pertanto anche i dolori sono minori.
Tale corrispondenza si verifica anche per il parto: in luna nuova si dice che sia di norma meno svelto e con più perdita di sangue che non in vicinanza o coincidenza della luna piena.

E’ curioso come il legame tra la luna e il sangue mestruale sia opposto a quello della luna con le perdite di sangue dovute a ferite: in questo caso è il plenilunio ad aumentare il rischio di emorragie, tanto che si consiglia di evitare operazioni in questo periodo. Per la tradizione, comunque, la corrispondenza del mestruo con la luna nuova è indice di regolarità e armonia del flusso.

E’ da tenere in considerazione che i passaggi Luna Nuova /Crescente/ Piena / Calante sono molto sfumati e che la tradizione del folklore parla di Nuova o Piena (Vecchia) non definendo bene i confini con le relative fasi di Crescente e Calante. Per approfindire i movimenti lunari al livello energetico e simbolico si possono consultare le pagine sulle fasi ed i transiti lunari.

Joceline Bonnet raccoglie, nella sua ricerca effettuata in Francia nel secolo scorso, anche alcune curiosità legate al comparire del mestruo. Se questo si presenta al 3 o al 7 del mese è buon segno: il 3 giustifica sempre anticipi o ritardi “normali” ed entrambi sono numeri collegati all’armonia.

Se il mestruo arriva di lunedì in giorno pari porta pianti, in giorno dispari invece dichiarazioni d’amore. Al martedì porta notizie se in giorno pari e regali in giorno dispari. Al mercoledì contrasti (pari) o appuntamenti (dispari), al giovedì picoli inconvenienti (pari) o belle sorprese (dispari); al venerdì tristezza in giorno pari e lettera (e-mail?) in giorno dispari. Al sabato visite inattese (pari) o proposte (dispari) e domenica consolazione (pari) e gioia e trionfo ovviamente se il giorno è dispari.

Altre curiosità lunari, sempre riportate dalla Bonnet, descrivono come a Luna Nuova il mestruo arrivi alle donne giovani, mentre in luna Vecchia o Piena alle donne anziane. Questa scansione si trova in pieno accordo con le tesi della Gray di cui parleremo tra poco.

Nella cultura contadina piemontese sono stati riscontrati alcuni tabù legati alla donna mestruata, molto comuni con i tabù diffusi in molte culture.

Gli elementi dai quali la donna doveva stare lontana appaiono essenzialmente tre: l’Acqua, i vegetali (in particolare i fiori portatori di frutti legati all’elemento Fuoco) e gli alimenti che necessitano di un processo di lievitazione (Aria). Rimane l’elemento Terra, al quale la donna è legata durante il mestruo per via del sangue che è il sangue della terra. Il doversi “allontanare” dagli altri elementi probabilmente non era dovuto ad una negatività che la donna emana, quanto piuttosto ad un eccesso energetico verso un solo elemento che inevitabilmente rischia di squilibrare gli altri.

Ma i tabù culturali nelle popolazioni primitive (Frazer e altri) avevano un’estensione maggiore. La donna mestruata non poteva avvicinare gli uomini (questi si sarebbero infiacchiti, sarebbero divenuti sterili e sarebbero morti!), la sua stessa ombra era impura (tant’è vero che non poteva seguire i comuni sentieri), e se si fosse arrampicata sopra un albero durante il mestruo nessuno doveva passare sotto quel ramo poiché il luogo era ormai contaminato. Curioso è il trasferimento di queste credenze dalla donna mestruata alla strega delle campagne contadine che aveva potere di farsi beffe degli uomini e di spaventarli, il cui sentiero che conduceva a casa sua era percorribile solo recitando rosari e ovviamente alberi di noci erano dimore temute di malefiche strie!

Quale potenza e mistero, dunque, nella fase rossa e oscura del mestruo / luna nuova…


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Ultima modifica di g0rka il Mer Giu 25, 2008 2:59 am, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: Fisiologia al femminile-LA FISIOLOGIA LUNARE   Mer Giu 25, 2008 2:58 am

La danza mensile della Luna

Nella sua ciclicità la luna compie un viaggio di nascita e morte che si reitera all’infinito. Nella sua prima fase (la luna crescente) appare come uno spicchio tenue nel cielo rivolto verso Est. Dal buio e dalle tenebre che hanno costellato le notti precedenti ritornano la speranza e la luce. E’ la pubere, la “fanciulla”, la giovane Parca che fila il destino delle nascite. E’ la promessa di speranza e futuro, è il primo mestruo, il menarca.

La maturazione della luna, o evoluzione, la porta a divenire piena, tonda, luminosa tanto da consentirci di camminare di notte nei boschi al chiarore della sua luce, magari a raccogliere erbe. Allora essa è la Madre, la generatrice, sferica come la pancia della donna gravida, luminosa e portatrice di vita, la Selene della notte. E’ la donna nella sua maturità e nella sua bellezza piena.

Il ciclo continua e - come in un Tao, perché la vita è fatta di opposti - cala la fase luminosa. Luna calante, rivolta ad Ovest come a guardare il regno delle ombre: è la vecchia, è il declino, è la sterilità incipiente, è il presagio della notte buia che ritorna.

Nera infine è la luna, come nera torna ad essere la notte. Gli spiriti degli altri mondi vagano in cerca di pace, Ecate incombe ed i cani latrano al buio. La morte si sente nell’aria, le tenebre sono ovunque.

Questo viaggio che da millenni instancabilmente si ripete era il calendario ma anche l’unità di misura energetica utile per tutte le operazioni che portavano vita (o morte): dalla potatura, alle concimazioni, le semine, i raccolti, i rituali.

Comprendendo il significato delle fasi lunari è più facile comprendere la potenza ambivalente del femminile (la sterilità di un mancata nascita annunciata dal sangue ma la potenzialità insita di generare confermata dallo stesso) che veniva esorcizzata con una serie di tabù e rituali.

La segregazione, ovvero il ritiro della donna in ambienti appositamente adibiti (case delle donne) era il primo utile accorgimento. In molte culture era soprattutto il primo mestruo, il menarca, ad essere protetto in questo modo. Oggi leggiamo in ciò una reclusione che va contro la donna e i suoi diritti, quando non la demonizza, ed indubbiamente il significato della reclusione - ove ancora praticata - ha assunto oramai questo ruolo (tant’è che preferiamo andare al lavoro facendo finta di nulla, piuttosto che rimanere isolate per qualche giorno solo perché siamo sotto ciclo). Ma in origine questa protezione che difendeva la comunità dalla sterilità momentanea trasmissibile in senso energetico dal sangue mestruale, era soprattutto una tutela per la donna: la esentava dai lavori quotidiani, dall’accudimento dei figli e dalle insistenze del marito.
Ovvero: visto che la donna si occupava per più di venti giorni al mese degli altri, per qualche giorno poteva dedicarsi a se stessa!

La fisiologia della donna è governata dai ritmi lunari e dalla finalità non solo simbolica della generazione, del nutrimento, della fecondità (estensibile dal singolo a tutto l’ambiente che lo circonda: comunità, vegetali, animali etc…); similmente il ritmo ciclico della luna si rispecchia nella psiche femminile conducendola nell’arco dei 28 giorni da fasi di grande disponibilità - e dedizione verso l’altro - a fasi di necessaria introspezione che sfociano anche in un bisogno di solitudine espresso allontanando gli altri da sé: la lunaticità.



Articolo di Micaela Balice, dottoressa in pedagogia, naturopata, specializzata in Fiori di Bach ed Erboristeria Popolare.
Libera ricercatrice su miti e simboli dell'antichità con particolare attenzione per gli archetipi del femminile, il culto della Grande
Dea e di Madre Terra.

Scrive Poesie.
Coltiva la Terra.

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