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 Il decalogo dei miti verdi (infranti)

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g0rka
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MessaggioOggetto: Il decalogo dei miti verdi (infranti)   Ven Giu 13, 2008 1:57 pm

«Il nucleare è ecologico e la Cina è al primo posto per soluzioni alternative». Il decalogo delle verità scomode

ROMA — Le dieci eresie verdi. Chiama così, la rivista americana Wired, alcune fra le regole base dell’ambientalismo. Come il ritenere più eco-compatibile la vita in campagna di quella in città. O il preferire alimenti naturali ai «Frankencorp»: i cibi Frankenstein, geneticamente modificati. E agitando lo spettro del problema ecologico più grave e urgente, quello del riscaldamento globale, invita a rileggerle in chiave critica. Il titolo dell’articolo—pubblicato nella sezione Scienze della rivista di varia umanità, ispirata al pensiero di Marshall Mac Luhan e di Nicholas Negroponte—è una dichiarazione di guerra contro le idee acquisite: «Verità scomode: preparatevi a ripensare cosa vuol dire essere Verdi». Il movimento ambientalista, spiega il magazine, «non èmai stato carente di nobili obiettivi. Preservare spazi selvatici, la pulizia degli oceani, proteggere i bacini idrografici neutralizzando le piogge acide, il salvataggio di specie minacciate di estinzione. Tutto è lodevole ». Ma oggi c’è un problema ecologico «che supera tutti gli altri: il riscaldamento globale ». In sintesi, secondo la rivista, «ripristinare le Everglades » o «salvare la tartaruga del fango dell’Illinois non importa se il cambiamento climatico spinge il pianeta verso il caos». Da lì l’appello per i Verdi a unirsi nel comune obiettivo «di ridurre le emissioni di gas a effetto serra». E ad infrangere i «tabù». «Le vacche sacre dell’ambientalismo » le chiama Wired, invitando gli ecologisti a «macellarle». E ne enumera dieci, scatenando la reazione aspra dei lettori dell’edizione online. Eccole. La vita in città è più gentile verso il pianeta rispetto alla vita in campagna. È preferibile l’aria condizionata: emette meno C02 rispetto ai termosifoni. Le colture organiche non sono la risposta giusta per il pianeta. Le foreste vergini possono contribuire al riscaldamento del pianeta, meglio costruire aziende agricole al loro interno. La Cina è la soluzione: sta aprendo la strada alle energie alternative. Accettiamo l’ingegneria genetica: Ogm superefficienti potrebbero diminuire le emissioni di gas serra. Il commercio dei «crediti di carbonio», che consente ai Paesi più ricchi di inquinare di più grazie ad accordi con quelli che inquinano meno, non funziona. Le centrali nucleari sono la forma di energia su scala industriale più rispettosa del clima. È meglio acquistare un’auto usata che le nuove auto ibride. Infine: piuttosto che insistere a combattere contro il mutamento climatico, ormai ineluttabile, è meglio prepararsi al peggio. È proprio questo il punto chiave. La «verità spaventosa » spiega il magazine è che alcuni mutamenti climatici sono già avvenuti. Siamo già quasi arrostiti. Dunque meglio abituarci al calore, suggerisce Wired. Ma come? «Non possiamo permetterci di ignorare né l’energia elettrica carbonio free fornita dal nucleare, né il potenziale di trasformazione offerto dall’ingegneria genetica — sottolinea la rivista —. Dobbiamo sfruttare le possibilità offerte dalla densità urbana in termini di efficienza energetica. Dobbiamo accettare che le economie con la più rapida crescita al mondo non rinunceranno a un più alto tenore di vita in nome della scienza del clima e che, ad ogni modo, Paesi come l’India e la Cina potrebbero aiutare effettivamente ad elaborare le soluzioni di cui il pianeta ha tanto bisogno». Diversi i commenti sul blog. Si va dal plauso per «il coraggio» dell’articolo. Alle critiche dure: «Non solo avete troppo semplificato. Ma avete fatto anche errori. Primo fra tutti quello che il nucleare non comporti emissioni». «Un articolo estremamente tecnocentrico». «Non c’è più raziocinio in quest’articolo che nell’orecchio destro di Laura Bush».

Fonte:Il corriere della sera

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